Capodanno in Prato, da Ferrara critiche su criterio assegnazione

Alessandro Pasetti è direttore artistico e titolare della Made Srl che organizza grandi eventi. L’azienda ha partecipato al bando per l’organizzazione del Capodanno in Prato: «Irregolarità nell'assegnazione ma non faremo ricorso»

«Mi ha amareggiato molto vederci valutati con un punteggio così basso dalla commissione, proprio sull'aspetto che riguarda la sicurezza: noi siamo gli organizzatori del terzo capodanno d’Italia, lo scorso anno c’erano 32500 persone a Ferrara, contate. Abbiamo ricevuto i complimenti di Gabrielli che ha preso il nostro come modello. E poi veniamo a Padova e ci sentiamo dire che non saremmo in grado di organizzare il Capodanno in Prato della Valle?». Alessandro Pasetti è direttore artistico e titolare della Made Srl, con sede a Ferrara. Organizzano grandi eventi e spettacoli in tutta Italia. L’azienda ha partecipato al bando per l’assegnazione dell’appalto per l’organizzazione del Capodanno 2020, in Prato della Valle. Lo abbiamo raggiungiunto al telefono che sono passati un paio di giorni da quando è stato reso pubblico il nome del vincitore, Radio Company in collaborazione con Future Vintage Festival. 

Parte tecnica

Non ha un tono polemico al telefono, però è fermo nel far notare quelli che sono, a suo parere, errori che si potevano evitare. «Si vede che è la prima volta che il Comune fa un bando di questo tipo, è, come dire, frutto di inesperienza. Come il fatto che la commissione sia presieduta e formata da tecnici. Ci vogliono esperti di spettacolo, non burocrati ed esperti di sicurezza». E aggiunge: «La parte tecnica è un falso problema: nel bando c’era scritto tutto e ci sono le leggi, quindi basta applicarle. Non te lo fanno neppure fare un evento se non vengono rispettate tutte le prescrizioni dettate da norme precise e rigide». C'è così tanta differenza di punteggio tra come siete stati volutati della Made e chi ha vinto il bando? «Guardi - dice con tono evidentemetnte dispiaciuto - sono mortificato dal fatto che chi ha vinto ha preso un punteggio altissimo, novanta. Noi quaranta. Noi gestiamo il terzo capodanno più grande d’Italia, mi sembra davvero incredibile una valutazione di questo tipo».

Spettacolo

Qual’è l’altro aspetto che vi ha amareggiato? «Ci avevano chiesto un evento trasversale, per le famiglie. Che vuol dire anche bambini. Non mi sembra che i testi di Fabri Fibra sono adatti a un contesto del genere. Per questo noi abbiamo proposto Paolo belli e la sua Big Band. Ma non solo, abbiamo proposto, per quella stessa sera, anche la presenza di Scuola Zoo, la prima community di studenti in Italia. Ci sembra che sia coerente con questo è stato richiesto, la proposta». 

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Ricorso

«Secondo noi - continua Alessandro Pasetti -  ci sono delle irregolarità nell’assegnazione, ma non faremo nessun ricorso, ormai non ci sarebbe neppure il tempo, non avrebbe senso. Anche sulle tempistiche comunque ci sarebbe da ridire, ma come sappiamo, era la prima volta che a Padova si faceva un bando per l’assegnazione dell’organizzazione del Capodanno. Quindi ci può stare». L’anno prossimo parteciperete ancora alla gara? «Lo decideremo al momento, non è che ci sono preclusioni per partito preso. Però le condizioni devono cambiare, altrimenti non ha senso». 

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