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Cappellini: «Il consiglio comunale in video conferenza è una pagliacciata da figli dei fiori»

«Per me è irrispettoso che ci si presenti a un consiglio comunale da uno scantinato o stravaccati a una poltrona. Magari sono pure a piedi a nudi come i figli dei fiori. Chi lo può sapere». Poi critica Cusumano e Bitonci

Ha sfoderato nuovamente il suo slogan “robe da matti”, la consigliera di Fratelli d’Italia, Elena Cappellini. «Sono indignata, non è possibile che solo i consiglieri comunali devono essere esentati dai loro doveri. Lavorano alle poste, in banca e nelle fabbriche e i consiglieri non posso fare un consiglio comunale come si deve?». Che cosa non la convince, le chiediamo mentre il consiglio è cominciato da un paio d'ore. Consiglio comunale che vede tutti i componenti collegati da casa o dall’ufficio. «Per me è incredibile - ribadisce la consigliera - così si svilisce il ruolo stesso del Consiglio. Non sono neppure riuscita a fare il mio intervento», ci dice al telefono.

Polemiche si e no

Il presidente del consiglio comunale, Tagliavini, la chiama diverse volte senza avere risposta. E’ successo a lei come anche ad altri, soprattutto nelle prime fasi del consiglio che non si sono svolte esattamente senza intoppi. Anche il consigliere Luciani si è visto posticipare l'interrogazione proprio per un intoppo nel collegamento. Consigliere leghista che ha più volte fatto notare come non sia il momento di fare polemiche.

Cappellini contro tutti

Non è dello stesso avviso, evidentemente, la collega d'opposizione:  «Per me è irrispettoso che ci si presenti a un consiglio comunale da uno scantinato o stravaccati a una poltrona. Magari sono pure a piedi a nudi come i figli dei fiori. Chi lo può sapere». Si riferisce a qualcuno in particolare? «Basta guardare. Il consigliere dei 5 Stelle neppure si è pettinato. Cusumano intendo, in felpa si è presentato». Ne ha per tutti, o quasi, la consigliera di Fratelli d’Italia: «Che rispetto c’è per i cittadini? Me li immagino che fumano o bevono una birra quando non interpellati». Le facciamo notare che forse è un po’ esagerato arrivare a questa conclusione. L'abbigliamento casual è in ogni caso quello che va per la maggiore, c’è anche chi è assolutamente impeccabile, come l'assessore Bressa o Massimo Bitonci, ad esempio, le facciamo notare: «Ah ecco - reagisce immediatamente  - ora che si può fare il consiglio anche dalla Hawaii è facile farsi vedere. Gente che non si è mai presentata in consiglio comunale, oggi, siccome basta connettersi, fa quella che ci tiene alla città. Robe da matti».

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