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Venerdì, 1 Marzo 2024
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Cucciolo di capriolo ferito da un cacciatore, Zanoni (Pd): «Bracconaggio favorito da controlli nulli»

«Quello che accaduto è un gravissimo atto di bracconaggio sanzionato penalmente, un comportamento da stroncare con severità e non da consentire lasciando sguarnito ogni presidio di vigilanza»

«Il ritrovamento di un cucciolo di capriolo in condizioni disperate, mutilato da una fucilata e per fortuna messo in salvo dalla segnalazione di un podista, fa emergere in maniera traumatica il fenomeno del bracconaggio anche all'interno del Parco Colli, dove la caccia è vietata». A puntare l'indice il consigliere regionale del Partito Democratico Veneto, Andrea Zanoni, in merito a quanto accaduto venerdì scorso a Monselice: un podista stava percorrendo i sentieri di cava della Costa, alle pendici del Monte Ricco, quando il suo cane ha fiutato la presenza di un cucciolo di capriolo, ritrovato con la zampa sinistra collegata al corpo solo da un brandello di pelle.

Caccia

Aggiunge Zanoni: «C'è un grosso problema di vigilanza, a livelli praticamente nulli: in pratica un tappeto rosso steso  a beneficio dei bracconieri. Sono poi troppe le persone autorizzate a girare con i fucili in questo parco regionale con la scusa della presenza dei cinghiali. Quello che accaduto è un gravissimo atto di bracconaggio sanzionato penalmente, un comportamento banditesco da stroncare con severità e non da consentire lasciando sguarnito ogni presidio di vigilanza. La Regione provveda subito a far installare delle foto-trappole e ad incentivare la vigilanza venatoria: il Parco colli non può diventare una riserva di caccia dove il bracconaggio dilaga».

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