Caso Abano 5G, l'esperto Giorgio Bassan: «Le antenne ci sono eccome, non sappiamo se in funzione o no»

Bassan è un informatico esperto di trasmissioni in radiofrequenze e che di questo tipo di problematiche si occupa da moltissimi anni tanto da essere consulente per amministrazioni, aziende e associazioni

La decisone del sindaco di Montegrotto Terme di emettere un'ordinanza che vieta la sperimentazione della tecnologia 5G per la telefonia mobile, ha sì tranquillizzato i cittadini del proprio comune ma allarmato quelli degli altri, anche della vicina Abano Terme. Dal canto suo il sindaco Federico Barbierato ha scelto di non seguire quella strada perchè assicura che è più avere un piano antenne, scelta che ha fatto il comune aponense. 

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In tanti ci hanno contattato in questi giorni per parlare di questo tema, tra questi anche un informatico esperto di trasmissioni in radiofrequenze e che di questo tipo di problematiche si occupa da moltissimi anni tanto da essere consulente per amministrazioni, associazioni e i tanti che lo chiamano, Giorgio Bassan. dal 1982 al 1993 ha lavorato come Consulente per aziende che si occupavano di Information Technology in ambito bancario, dal 1993 è stato assunto presso primario Istituto Bancario Italiano presso la sezione ICT e ha ricoperto i ruoli di responsabile esercizio dei sistemi, capo progetto software, responsabile Ufficio controlli SLA (livelli di Servizio)  dell' outsourcer tecnico elaborazioni e telecomunicazioni (EDS), ora è membro della Task Force  Miglioramento continuo prestazionale Banca Transazionale. E' anche il consulente per "35031", formazione politica aponense. Ci ospita dapprima a casa sua, proprio ad Abano Terme, poi dopo averci mostrato materiali e documenti inerenti alla vicenda ci ha condotto a vederle queste antenne, che secondo lui ci sono eccome. E andandoci sul posto, è difficile dargli torto. Perchè non solo sono presenti ma sono pure cablate.

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«L’azienda - spiega Bassan durante il giro in cui ci mostra la presenza di questi nuovi piccoli ripetitori - che installa apparecchiature lo fa prendendo in considerazione solo le ultime tecnologie, quindi il 4Lte e i 5G. Stiamo parlando di telefonia mobile, ovviamente. Queste piazzate alle Giarre sono le 5G. Quelle che permettono la trasmissione dell’onda millimetrica, onde molto piccole. Sono multi antenne, potenti e con una frequenza molto alta. Sono cablate e io mi fido del sindaco quando dice che non sono in funzione, ma da remoto si può attivarle senza che se accorga nessuno. Ne ha individuate parecchie, ecco dove sono presenti, secondo lui, questi nuovi dispositivi: Zona cimitero, Via Monte Santo, Via Santa Giustina dove l'implementazione avviata dal gruppo Iliad è già conclusa e la zona degli orti sociali dove c'è una nuova installazione Illiad, Giarre Via Levante Ferrovia nuova installazione Illiad

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Giorgio Bassan, ci porta in vari posti di Abano per mostrarcele dopo averci fatto di fatto una lezione sull'argomento. Ce le indica, perché sono piccole ma sono comunque visibili. Nella notte tra mercoledì 31 e giovedì primo agosto le ha poi nuovamente fotografate, di notte e si sonio per la prima volta intraviste accese delle piccole luci viola. Questo non dice che siano state abilitate alla trasmissione, ma Bassan la domanda se la fa. 

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Sulla diffusione del 5G ed eventuali danni alla salute si discute da tanto. Alcuni comuni, Montegrotto o Tribano hanno fatto addirittura fatto un’ordinanza per impedire la sperimentazione. Di diverso avviso il sindaco di Abano, Federico Barbierato che proprio in una intervista concessa a Padova Oggi ha assicurato che non è presente sul territorio questo tipo di tecnologia e che il comune si è dotato di un piano antenne che, a suo parere, è più decisivo di una ordinanza. 

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Per questo anche nel consiglio comunale di lunedì 29 luglio si è parlato di questo argomento, con tanto di una interrogazione della minoranza. Discussione animata ma le parti sono rimaste ferme sulle loro posizioni. 

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Quello che sta diventando sempre più un caso, per il sindaco è una caccia alle streghe, per Bassan invece è una lecita preoccupazione: «Ci sono studi e non ci sono certezze, è vero. Ma questo ci dice che il rischio per la salute non è escluso. E precisiamolo, questa non è una battaglia di retroguardia o contro il progresso, ma ha senso poter comandare gli elettrodomestici o scambiarsi file pesantissimi a velocità super sonica se questo poi danneggia la salute? Non vorrei morire parlando con la lavatrice», chiosa con una battuta Giorgio Bassan.

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Alla fine glielo chiediamo, perché investe tanto tempo ed energie in questa battaglia, esponendosi in prima persona: «Nel 2008 a seguito dell'installazione in prossimità della mia abitazione di una SRB ho cominciato ad interessarmi alle problematiche installazione delle SRB e all'elettrosmog indotto. Credo di aver dato un contributo di conoscenza e verifica alla mia città in quel periodo ma anche nel 2012 interagendo con l'amministrazione dell'epoca che ha accolto molte delle mie osservazioni in ambito di revisione del vecchio Regolamento per l'installazione delle SRB e come vedi sono sempre proattivo ogni volta che l'amministrazione di Abano ma anche altre del comparto euganeo rilasciano nuove concessioni per l'installazione di SRB. Ho fatto anche degli incontri con i ragazzi delle scuole per sensibilizzarli alla problematica elettrosmog e insegnare loro l'uso consapevole del telefono cellulare. Come già anticipato cercherò di portare attraverso convegni, se me lo permetteranno, le attuali conoscenza sulle nuove  tecnologie trasmissive (5G in primis)».   

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