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Caso Cloe, Ostanel e Camani: «Una legge regionale avrebbe potuto tutelarla. Donazzan? Gravi le sue parole»

«C'è una legge regionale che dovrebbe garantire, tramite il servizio sanitario regionale, l’assistenza psicologica per le persone che intraprendono il percorso di transizione di genere e il supporto per gli interventi chirurgici conseguenti»

Non è la prima volta che nell'occhio del ciclone finisce l'assessore regionale Elena Donazzan. Ma mai come questa volta il fronte che ne chiede le dimissioni è largo. Non solo studenti, UDU e Rete degli Studenti Medi su tutti, ma anche tanti intellettuali e ovviamente esponenti politici. Nel caso specifico poi l'assessore regionale Elena Donazzan non viene attaccata per la sua delega all'istruzione ma quella inerente le pari opportunità. A farlo le consigliere regionali Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) e Vanessa Camani (Partito Democratico).

Attacco

«È inaccettabile che un lavoratore e una lavoratrice subisca discriminazioni sul luogo di lavoro sulla base della propria identità sessuale», così attaccano in maniera congiunta le due consigliere regionali, legandosi al terribile caso di Cloe Bianco, professoressa trans il cui cadavere carbonizzato è stato trovato in un camper l’11 giugno scorso.

Legge regionale

«Il Veneto si è dotato nel 1993 di una legge regionale finalizzata a dettare norme per la rettificazione di attribuzione di sesso (LR 25 giugno 1993, n. 22) – spiega Camani – Attraverso quella legge si garantiva, tramite il servizio sanitario regionale, l’assistenza psicologica per le persone che avessero intenzione di intraprendere il percorso di transizione di genere e il supporto per gli interventi chirurgici conseguenti. Oggi quindi chiediamo con forza alla Regione: considerato che la legge regionale 22/1993 non ha mai trovato reale applicazione, come intende ora procedere la Giunta per la sua piena realizzazione, in particolare ampliandone le tutele al mondo del lavoro?».

Pari opportunità

«In questa vicenda poi a risultare ancor più gravi sono le parole di Elena Donazzan, che sarebbe pure l’assessore alle pari opportunità – continua Ostanel – Si è andati ben oltre alle opinioni politiche, sfociando nello svilimento personale, senza alcuna considerazione della persona: per questo motivo presenteremo una risoluzione in Consiglio Regionale per impegnare la giunta non solo a dare attuazione ad una legge quanto mai necessaria ma anche per sostenere dei percorsi di accompagnamento nei luoghi di lavoro. Devono subito essere messe in atto azioni di prevenzione, per tutte e tutti, dei fenomeni di discriminazione basati sulla propria identità di genere. In questo senso intendo organizzare presto un momento di sensibilizzazione pubblico invitando alcuni attivisti e attiviste canadesi che ho incontrato quando vivevo li e che da anni promuovono azioni di inclusione che permettono alle persone la libera scelta di chi si intende essere nella propria vita personale e lavorativa».

Zaia

A tal proposito Ostanel e Camani chiamano in causa anche il Presidente della Regione: «Il presidente Zaia in una recente dichiarazione sembra darci ragione. Ora ci aspettiamo sia conseguente», hanno sottolineato le consigliere.

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