Domenica, 26 Settembre 2021
Politica Riviere / Piazza del Castello

Il Castello dei Carraresi è finalmente dei padovani. Colasio: «Un gioiello che nasconde tanti tesori. Lo facciamo tornare a splendere»

Il Castello, nel cuore della città è l'ex dimora dei Carraresi ed ex carcere. Passa nelle mani dell'amministrazione comunale, c'è già un piano per il completo restauro. Un luogo affascinante e misterioso, che l'assessore Colasio ha svelato alla stampa

E' visibilmente soddisfatto ed emozionato, l'assessore Andrea Colasio. Il Castello dei Carraresi è un suo cruccio da quando era parlamentare. Essendo un ex carcere era di competenza del ministero di grazia e giustizia, il passaggio ai beni culturali ha permesso l'operazione che ha portato alla completa gestione al comune. 

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L'assessore mostra e spiega i progetti in atto per ridare splendore a uno dei luoghi più preziosi ma anche meno conosciuti della città del Santo. Eppure è un luogo ricco di soprese, storie, misteri che è difficile raccontarli tutti. L'assessore Colasio con pazienza ed entusiasmo guida un gruppo di giornalisti alla visita di uno spazio che è davvero immenso. Da fortezza dimora dei Carraresi a carcere, la storia del Castello è la storia della città. L'antico edificio sorge sull'area che un tempo ospitava il castello fatto costruire da Ezzelino III da Romano, tiranno della città dal 1237 al 1256, come perno difensivo della cinta muraria duecentesca.

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Il Castello è oggetto di opera di restauro e di bonifica sia della struttura che degli affreschi, nella prospettiva di essere restituito, in maniera quanto più integrale, alla città. L'assessore Colasio racconta come l'aveva trovato la prima volta che ci è entrato, era davvero in condizioni disastrose. Le opere di tutela del Castello mirano a farlo diventare un'importante polo culturale cittadino attraverso una serie di progetti ed iniziative che prenderanno forma una volta completati i lavori di bonifica e restauro.

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E' piacevole ascoltare raccontare di questo luogo, perché le vicende del Castello sono le vicende della città. Come ad esempio i danni portati dai bobardamenti della prima guerra mondiale. Colpiscono anche le storie di chi qui ci ha vissuto perché incarcerato. Il carcere poi diventa una specie di fabbrica dove i detenuti sono la forza lavoro per produrre, ad esempio, le biciclette Graziella. 

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Straordinario come sono venuti alla luce nel corso degli anni affreschi di grande valore e che saranno riportati agli antichi splendori. Ma il castello è potenzialmente un grandissimo spazio espositivo, e su questo l'assessore alla cultura ha insistito moltissimo. 

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Il Castello, che fino a settemnre ospita l'ominimo festival, sta piano ritornando a far parte della vita dei padovani, che hanno ricominciato a frequentarlo proprio grazie all'offerta di spettacoli di gran qualità in cartellone. E per chi ci entra per la prima volta, magari per ascoltare un concerto, non può che rimanere rapito dall'atmosfera e dall'archiettura del luogo. 

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Chiaro che ci volgiono finanziamenti per fare tutti i lavori che devono essere fatti. Circa quindici milioni di euro, di cui una parte, un terzo, è giò stato trovato e l'assessore rassicura su questo che diventa ovviamente l'elemento fondamentale per far sì che il restauro sia portato a termine. I presupposti, a sentire l'assessore, ci sono tutti. Intanto, ed è già importante, il Castello è patrimonio della città. 

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