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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Clap e Catai, flashmob alla sede di Confindustria

Non sono bastate le inevitabile dimissioni del Presidente di Confindustria di Macerata, Domenico Guzzini, per placare le ire di tanti a fronte del suo intervento durante un convegno

Non sono bastate le inevitabile dimissioni del Presidente di Confindustria di Macerata, Domenico Guzzini, per placare le ire di tanti a fronte del suo intervento durante un convegno. L'ormai ex presidente di Confindustria Macerata, Domenico Guzzini aveva affermato, riferendosi alle possibili nuove restrizioni in vista del Natale, che «le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero alla fine venirne fuori, anche se qualcuno morirà pazienza». 

Flash mob

Così nella mattinata di giovedì 17 dicembre alcuni attivisti del Catai hanno organizzato un flash mob di fronte la sede di Confindustria a Padova. «Dietro quella truce affermazione, vergognosamente minimizzata - affermano gli attivisti - da vari esponenti politici locali e nazionali che non hanno fatto mancare la loro solidarietà a Guzzini, c’è infatti la sintesi perfetta della “linea politica” perorata senza soluzione di continuità, e alla luce del sole, da parte di Confindustria e del suo Presidente nazionale Carlo Bonomi dal momento in cui ha preso le redini dell’organizzazione degli industriali. Abbiamo, infatti, familiarizzato fin troppo con le dichiarazioni rilasciate da Bonomi e da molti altri affiliati di Confindustria a commento dei vari decreti governativi emanati per far fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia, e che hanno – de facto– concesso privilegi e regalie agli imprenditori nostrani. Dichiarazioni e commenti che sottolineano come le condizioni di vita delle persone, già drammaticamente colpite da decenni di politiche di precarizzazione e austerità, siano sistematicamente subordinate agli interessi di parte delle aziende e della grande distribuzione».

Diritti lavoratori

«Sebbene Confindustria - affermano gli attivisti - si sia storicamente prodigata nel favorire la destrutturazione del diritto del lavoro (si veda il caso emblematico del Jobs Act) e del welfare, non possiamo che evidenziare come, durante la pandemia, si sia verificata una violenta recrudescenza dell’attacco a lavoratrici e lavoratori da parte di questa organizzazione. Più volte il suo presidente Bonomi ha manifestato apertamente la richiesta di superare la contrattazione nazionale e sospendere il blocco dei licenziamenti. Tutto questo come se i decreti governativi non avessero già concesso abbastanza prestiti garantiti e finanziamenti a fondo perduto alle imprese italiane».

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