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Il co housing per anziani soli si allarga, collaborazione tra comune e Comunità di Sant’Egidio

Al progetto pilota dell’Arcella, dove dal 2014 vivono tre signore anziane, si aggiunge ora un’esperienza in zona Torre

Il co housing per anziani soli si allarga in città grazie alla collaborazione tra Comune di Padova e  Comunità di Sant’Egidio. Al progetto pilota dell’Arcella, dove dal 2014 vivono tre signore anziane, si aggiunge ora un’esperienza in zona Torre. 

Sant'Egidio

Il Comune di Padova ha infatti concesso alla Comunità di Sant’Egidio un appartamento di sua proprietà per realizzare un progetto di Convivenza Anziani che coinvolgerà tre anziani in condizione di marginalità che non possono più abitare da soli ma che, unendo le loro risorse umane, finanziarie, sociali, possono vivere assieme senza ricorrere all’istituzionalizzazione. 

Nalin

«Fare rete con le realtà che operano sul territorio è indispensabile per andare incontro ai bisogni delle persone – sottolinea l’assessora al Sociale, Marta Nalin – In particolare abbiamo riattivato il tavolo della terza età per condividere esperienze e buone pratiche. Il co housing può essere particolarmente efficace per le persone anziane, per permettere loro di restare quanto più a lungo possibile in un ambiente familiare». 

Inserimento

Le persone destinatarie di questo progetto sono persone che la Comunità di Sant’Egidio da tempo incontra nel suo servizio in città. È previsto l’inserimento nel progetto di una persona come assistente familiare con il compito di seguire gli ospiti accudendoli nelle loro necessità quotidiane. Anche per questa convivenza è prevista ogni giorno la supervisione e la compagnia di operatori volontari della Comunità di Sant’Egidio. 

Co - housing

«Il co-housing, cioè il vivere insieme pur non essendo parenti, è sperimentato con successo da Sant’Egidio a Padova e in diverse città italiane – racconta Mirko Sossai della Comunità di Sant’Egidio - Agli anziani può ridare vita e alle città un’anima. Le convivenze rappresentano un’alternativa innovativa all’istituzionalizzazione, sono efficienti sul piano finanziario, assecondano il desiderio degli anziani di vivere in casa e favoriscono, valorizzandole, le risorse informali del territorio (vicini, familiari, ecc…)».

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