Col decreto crescita reintrodotta licenza Utiff, l’autorizzazione fiscale relativa a spiriti e liquori

L'adempimento, obbligatorio fino al 2017, era stato soppresso dalla legge 124/2017 e, pertanto, tutti i pubblici esercizi che sono subentrati o hanno avviato una nuova attività, nel corso degli ultimi 2 anni, sono sprovvisti di “licenza”

Il Decreto “Crescita” ha reintrodotto l’autorizzazione fiscale relativa a spiriti e liquori, la cosiddetta licenza Utiff. Appe, Associazione Pubblici Esercizi, invita quindi i pubblici esercenti a verificare di essere in regola e si rende disponibile per istruire la pratica in caso invece non l'avessero. 

Licenza

Con la conversione in legge (n. 58/2019) del “Decreto Crescita”, infatti, è stato re-introdotto l’obbligo, a carico delle aziende che vendono o somministrano alcolici, quindi anche ai pubblici esercizi, di dotarsi di apposita “licenza” rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, comunemente nota con il nome UTIF. Tale adempimento, obbligatorio fino al 2017, era stato soppresso dalla legge 124/2017 e, pertanto, tutti i pubblici esercizi che sono subentrati o hanno avviato una nuova attività, nel corso degli ultimi 2 anni, sono sprovvisti di “licenza” e, quindi, devono verificare la loro situazione e, se del caso, provvedere a richiederla.

Controllo

«Da un controllo interno – puntualizza Filippo Segato, Segretario APPE – risulta che sono oltre 500 le attività di Padova e provincia che sono potenzialmente a rischio sanzione, il cui importo varia da un minimo di 500 euro ad un massimo di 3.000 euro». La richiesta va effettuata attraverso un apposito modulo di domanda, con due marche da bollo, che va consegnato direttamente all’ufficio dell’Agenzia delle Dogane.

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