Colasio al Castello racconta la Urbs Picta. Il Movimento 5 Stelle: «Vi pare normale?»

La replica di M. Camardi: «L’assessore fa quello che fa sempre e mi sfugge un particolare: se parla a un convegno va bene se invece lo fa da un palco con la musica invece no? Siamo un Paese davvero strano»

Mette le cose in chiaro, Maurizio Camardi, direttore artistico del Castello Festival che mette in scena la Padova Urbs Picta. Uno spettacolo fatto di musica, immagini e parole. Il nodo del contendere, il M5S di Padova, è rappresentato dal fatto che a pronunciarle è l'assessore alla cultura, Andrea Colasio: «Fa quello che fa sempre, racconta - spiega Camardi - la Padova del ‘300. Sono polemiche ridicole, l’assessore fa quello che fa sempre e mi sfugge un particolare. Se parla a un convegno va bene se invece lo fa da un palco con la musica invece no? Siamo un Paese davvero strano. Lo abbiamo coinvolto perché sa raccontare quella cosa lì meglio di altri», è la sua spiegazione. 

M5S vs Colasio

Per il Movimento 5 Stelle la questione è invece differente:«Se non fosse tragico -spiega il consigliere Cusumano - sarebbe comico: l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio ha promosso anche quest’anno il Castello Festival, sponsorizzato con il contributo della Cariparo, sotto la Direzione Artistica di Maurizio Camardi e l’organizzazione generale della Scuola di musica Gershwin (di cui è Presidente lo stesso Camardi). Scopriamo dalla stampa, che l’Assessore Colasio si improvviserà attore per ben due serate proprio al Castello Carrarese per il Castello Festival, nello spettacolo: “Racconti e musiche della Padova Urbs Picta”, accompagnamento musicale di Camardi, costo del biglietto 10 euro. E’ normale tutto ciò? Accade anche in altre città? Beh, a Padova è già accaduto con la Fiera delle Parole, promossa sempre dallo stesso Assessore Andrea Colasio, che usò la rassegna da lui finanziata con soldi pubblici, per promuovere un suo libro su Romano Prodi. Tornando al Castello Festival, al di là dell’operazione di pessimo gusto, ci chiediamo se non si riscontrino anche dei risvolti amministrativi poco chiari».

Castello Festival

Lo spettacolo inizialmente non prevedeva l’assessore, lo si evince anche dal programma che è stato reso pubblico e mandato a tutti i media. Lo spettacolo era pensato per Carmardi, cinque musicisti e un videomaker. Un omaggio all’urb picta emozionale, doveva essere in principio. Poi abbiamo pensato di coinvolgere un attore che facesse delle lettura ma l’ipotesi non ci convinceva. Serviva qualcuno che la materia la conoscesse davvero, da qui il coinvolgimento di Colasio che sulla Padova del ‘300 sta pure scrivendo un libro. Quindi è proprio sul pezzo, come si suol dire, rispetto alla narrazione della nostra città in quel periodo». Avrà un compenso? «Assolutamente no.  Non ha nessun tipo di compenso. Il biglietto serve per coprire le spese, pagare gli artisti e i tecnici. Polemica molto sterile secondo me, non è che adesso videomaker e musicisti devono lavorare gratis perché c’è l’assessore. Figuriamoci i tecnici». 

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