Comitato No Rotaie a Voltabarozzo: «La coscienza sociale e la cementificazione dovrebbero fare riflettere»

Liliana Gori: «L’inutilità del tram su rotaia, scelto dall’Amministrazione padovana, era stata esposta nel primo incontro pubblico organizzato dal Comitato No Rotaie il 6 dicembre 2017»

Riceviamo e pubblichiamo
«Apprendiamo che gli aspetti negativi del progetto SIR3, molti in comune con quelli da noi evidenziati dal principio quali obsolescenza e distruzione del tessuto economico e ambientale di Voltabarozzo - dichiara Liliana Gori, portavoce del Comitato No Rotaie di Voltabarozzo - sono approdati in discussione sulla scrivania del Ministro Danilo Toninelli. Ulteriore prova delle nostre genuine rivendicazioni anche rispetto la mancata partecipazione di tutti i cittadini e il prevedibile ricorso all’acquisto futuro di mezzi usati per recuperare parti di ricambio di un serpentone talvolta pericoloso per i suoi deragliamenti e gravi incidenti indiretti ai ciclisti».

Le coscenze

«La coscienza sociale e la cementificazione dovrebbero fare riflettere sullo scarsissimo rapporto  benefici-spesa, confidando - prosegue Liliana Gori - in una profonda riflessione del Ministro per evitare sperpero di denaro pubblico, investendo semmai in trasporto alternativo ed elettrico al fine di portare vantaggi concreti alla cittadinanza Padovana e non solo. L’inutilità del tram su rotaia, scelto dall’Amministrazione padovana, era stata esposta nel primo incontro pubblico organizzato dal Comitato No Rotaie il 6 dicembre 2017, proponendo efficaci e più economiche soluzioni alternative evidenziando da subito - prosegue Liliana Gori - l’impossibilità del SIR3 di trasportare 2500 persone/ora. Come da noi dimostrato con il nostro censimento del traffico pubblico e privato del 24 gennaio scorso, tra le 7:30 e le 8:40 del mattino, che non superava 900 potenziali passeggeri/ora. Non risultano ad oggi materialmente prodotte alla cittadinanza, se non con orali dichiarazioni di Lorenzoni, prove tecniche e tangibili sulla modalità di valutazione effettuata per quantificare il traffico passeggeri/ora. Un’opera flop con costi esorbitanti che - conclude Liliana Gori - potrebbe ricadere sulle tasche dei cittadini padovani, nessuno escluso».

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