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Congresso Lega a Padova: Salvini riconfermato, Zaia pronto per il bis

Domenica il Carroccio "nazionale" si è riunito nel capoluogo euganeo. L'attuale segretario federale è stato eletto fino al 15 dicembre 2016. Il candidato alle regionali venete del 2015 sarà l'attuale governatore

Il congresso della Lega Nord a Padova (fonte foto: Twitter @matteosalvinimi)

Lega Nord riunita in grande spolvero, domenica, a Padova, per il congresso nazionale del partito che ha porto a due importanti riconferme. Quella del segretario federale Matteo Salvini che, senza la felpa d'ordinanza ma in camicia e cravatta, ha incassato subito la prosecuzione del proprio mandato fino al 15 dicembre 2016. Sul fronte locale, invece, è stata l'occasione per svelare la forse scontata ricandidatura dell'attuale governatore del Veneto Luca Zaia alle regionali del prossimo 2015.

ZAIA CANDIDATO. Sarà quindi il presidente "più amato d'Italia" a gareggiare contro la candidata al momento più accreditata del Partito Democratico, Alessandra Moretti. "Per vincere in Veneto - ha detto Salvini dalla città del Santo - dobbiamo fare quello che abbiamo fatto per quattro anni: parlare poco, lavorare tanto, tenere aperti gli ospedali di notte, abbassare le tasse, difendere la nostra agricoltura, rilanciare il nostro turismo. E essere compatti". Anche il sindaco di Verona Flavio Tosi si è schierato senza tentennamenti per la ricandidatura di Zaia. Il diretto interessato ha parlato di un movimento che è riuscito a non farsi minimamente intaccare dagli scandali giudiziari del Mose. "Il 4 giugno hanno arrestato 35 persone - ha ricordato Zaia - e nonostante tutto il casino che c'è stato non c'è stata nemmeno la parvenza di un leghista in tutto questo, e il Pd di Renzi l'unica cosa che ha saputo dire è stato Zaia si deve dimettere. Sono persone senza vergogna". E ha chiosato: "L'84% dei veneti si dichiara favorevole all'indipendenza o all'autonomia".

SCIOPERO FISCALE. Da Padova infine Salvini ha annunciato uno sciopero fiscale per il 14 novembre. "Noi stiamo parlando di una rivoluzione fiscale, altro che 9 dicembre, lo stato italiano lo facciamo saltare per aria - ha scandito il segretario -. Abbiamo il tempo per preparare qualcosa di cui tutto il mondo parli. Pensate cosa accadrebbe se un venerdì di novembre, da nord a sud, tutte le persone che producono e lavorano e sono strangolate da Equitalia, da uno stato ladro, dagli studi di settore, dicessero basta: io oggi non pago, vi affamo, non apro il negozio e se apro non rilascio lo scontrino, faccio una corsa gratis del taxi, faccio straordinari gratis".

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