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FdI, nuovo Dpcm: «Il Consiglio Comunale a distanza non permette di lavorare per i cittadini»

Gli esponenti di opposizione Cappellini, Turrin e Cavatton spiegano le loro perplessità rispetto alle nuove norme imposte per arginare la diffusione della pandemia da Covid-19

«Apprendiamo dal nuovo Dpcm che: “Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni, le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni d’interesse pubblico”, crediamo che tutti gli argomenti di discussione consiliare siano d’interesse dei nostri concittadini che oltretutto con i loro contribuiti pagano gli stipendi di chiunque ricopra una carica pubblica. Con questa decisione e modalità non si svolgeranno più consigli comunali e commissioni consiliari in presenza e pertanto sarà gran difficile riuscire ad ottemperare nei migliori dei modi il nostro ruolo di consiglieri comunali d’opposizione viste le inevitabili difficoltà di presentazione dei documenti, connessioni internet disallineate, interruzioni varie dei sistemi operativi tradizionali (e non)», a dirlo sono i consiglieri comunali Elena Cappellini, Enrico Turrin e Matteo Cavatton di Fratelli d'Italia.

Riunioni in remoto

«I signori al Governo e gli amministratori locali che seguono i dictat stanno lentamente cambiando il modus operandi “in base alle loro corde” e ogni forma istituzionale che si rispetti, assicurandosi dietro l’emergenza coronavirus. Inoltre, anche secondo il parere di Anci Nazionale: “Le riunioni della PA non sono assimilabili giuridicamente alle riunioni degli organi elettivi o degli enti locali che hanno disciplina autonoma e peculiare. Il legislatore (si veda DL cura Italia) quando ha voluto introdurre disciplina derogatoria per le riunioni di consiglio e di Giunta Comunale lo ha fatto con una norma ad hoc. Pertanto la norma contenuta nel Dpcm non obbliga alle riunioni da remoto per Consigli Comunali, Commissioni e Giunta se esistono condizioni e rispetto delle misure di sicurezza che consentono le riunioni in presenza. Come al solito, da sei mesi anche a livello locale (non solo nazionale) chi governa non coinvolge l’Opposizione, si limita a farci i comunicati all’ultimo minuto e a presentarci le delibere in CC prima di discuterle in Commissione. Non c’è una strategia complessiva e si rincorre il Virus con misure in gran parte inutili», proseguono i tre esponenti di FdI.

Tasche dei padovani

«Come esponenti di Fratelli d’Italia siamo assolutamente contrari al Regolamento per la costituenda consulta degli stranieri e di conseguenza riteniamo inutile anche emendarlo. D’accordo con l’amministrazione di cdx passata che l’aveva abolita, stante il costo per le tasche dei padovani in cambio del nulla prodotto, ora in una fase storica ancora più complessa e delicata la sua nascita ci pare quanto meno fuori luogo. L'ennesimo carozzone propagandistico prodotto della sinistra estrema di questa sinistra maggioranza, il cui unico scopo è la creazione di serbatoi di voti a fini elettorali», concludono i tre.

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