Consumo di suolo, Zan: "Comune può fare di più che appellarsi al Governo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Abbiamo visto tutti le proiezioni grafiche del vicesindaco Ivo Rossi relative alle conseguenze che il piano casa regionale potrebbe comportare per la città di Padova. Quello che non viene trattato sono le azioni concrete che il Comune potrebbe mettere in campo per non contribuire a sua volta al consumo indiscriminato di suolo cui si sta assistendo.

Forse Ivo Rossi dimentica che anche negli strumenti urbanistici vigenti (Prg, Pati e Pat) vi è una quantità spropositata di aree destinate all'edificazione, che non trovano giustificazione nel reale fabbisogno di abitazioni e di nuove aree commerciali e/o produttive. Già con la "Variante perequativa" del 2004, vennero sottratti alla destinazione di verde pubblico 4,7 milioni di metri quadri di aree, con un aumento delle volumetrie residenziali edificabili di oltre 2 milioni di metri cubi.

Con il Pat (Piano di assetto Territoriale) del 2009 sono poi stati aggiunti ulteriori 2.084.000 di metri cubi di edilizia residenziale. Complessivamente allo stato attuale vi è una disponibilità edificatoria di quasi 4,7 milioni di metri cubi, calcolati su un fabbisogno al 2019 di ulteriori 24.185 nuovi abitanti. Una previsione di incremento demografico che non trova riscontro in una città che già nel 2011 manifestava, al contrario, una tendenza alla decrescita.

Semplicemente visionando i siti internet delle agenzie immobiliari si scopre, infine, che a Padova città risultano invenduti quasi 10.000 alloggi a cui si aggiungono migliaia di alloggi liberi offerti in affitto. Per questa ragione ritengo che, oltre a respingere con tutti i mezzi a disposizione il piano casa regionale, sia indispensabile anche un drastico ridimensionamento delle nuove volumetrie edili previste da Pat e Pati per il Comune di Padova. Sarebbe, inoltre, auspicabile che il Comune effettuasse, inoltre, un censimento delle proprietà pubbliche dismesse o sottosviluppate.

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