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Controllo di vicinato, è polemica tra Lorenzoni e Tarzia

«A innescarla sono le valutazioni del vice sindaco, Arturo Lorenzoni. «Noi, come amministratori pubblici, dobbiamo stimolare forme di aggregazione sociale e non invece incoraggiarne altre che rischiano di produrre l'effetto opposto»

Polemica sul controllo del vicinato. A innescarla sono le valutazioni del vice sindaco, Arturo Lorenzoni. «Noi, come amministratori pubblici, dobbiamo stimolare forme di aggregazione sociale e non invece incoraggiarne altre che rischiano di produrre l'effetto opposto. Il Controllo del Vicinato - sostiene il vicesindaco - potrà anche generare qualche effetto positivo in termini di sicurezza. Ma a me, dal punto di vista sociale, mette i brividi». Una posizione maturata dopo la lettura de "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, un libro che affronta in modo molto originale il tema del totalitarismo: «Attività come quelle del Controllo del Vicinato - spiega Arturo Lorenzoni - potrebbero creare atteggiamenti di diffidenza e di sospetto tra persone che risiedono nella stessa via o addirittura nello stesso condominio, sfociando magari in condotte delatorie. E quindi, per dirla con uno slogan, meno Controllo del Vicinato e più riunioni delle Consulte di Quartiere, che peraltro abbiamo istituito apposta». 

Luigi Tarzia: «Forse l'amico Lorenzoni fa finta di non ricordare che il Controllo del Vicinato è stato approvato non solo dal prefetto e dal sindaco ma anche dal consiglio comunale, compresi i due gruppi che fanno riferimento a lui. E quindi - scandisce Tarzia - se la cosa non gli piace più, vada a dirlo ai suoi fedelissimi e magari pure a Franceschelli e Giordani».

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