Coronavirus, Bui: «Siano i sindaci i protagonisti del rilancio economico»

«Crescono i contagi ma a preoccupare maggiormente è la crisi economica: il Covid e le azioni di contrasto messe in atto stanno evidenziando in maniera inequivocabile il rischio che l’economia venga minata nei suoi fondamentali»

Fabio Bui e Sergio Giordani

Riceviamo da Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova, e pubblichiamo:

«Crescono i contagi ma a preoccupare maggiormente è la crisi economica: il Covid e le azioni di contrasto messe in atto stanno evidenziando in maniera inequivocabile il rischio che l’economia venga minata nei suoi fondamentali. Se in Italia e, in modo particolare in Veneto, il contrasto all’emergenza sanitaria ha trovato una risposta che via via si sta perfezionando con la conoscenza del virus, ciò sembra non avvenire per la crisi economica che oggi più che mai ha bisogna di risposte strutturali e non di sussidi assistenziali, che sono efficaci nel brevissimo periodo ma pericolosi nel lungo periodo. Ci aspetta un autunno ricco di insidie anche per la coesione sociale del nostro paese, laddove non si rendano evidenti e tangibili scelte che facciano innestare la marcia della ripartenza in particolare modo a favore delle nostre imprese. Piuù che di leggi e regolamenti attuativi, oggi abbiamo necessità di scelte efficaci e applicabili a livello locale e non solo nelle simulazioni fatte nelle stanze dei Ministeri romani. Viabilità, edilizia scolastica, assetto idrogeologico rappresentano le priorità di una rinnovato “piano Marshall”, che deve trovare nei Sindaci i protagonisti veri e non di circostanza del rilancio. I protagonisti sono quelli che possono decidere, che non vengano imbrigliati da lacci e laccioli burocratici per poter intervenire. La responsabilità dei primi cittadini, eletti nelle proprie comunità per risolvere il problemi, deve poter essere esercitata e non umiliata nella selva di norme che spesso scoraggiano anche i più virtuosi. Non releghiamo i Sindaci al ruolo di parafulmine, a meri erogatori di assistenze finché i bonus ci saranno e lasciati soli in balia della “rabbia crescente” quando questi cesseranno. I progetti fermi sono tanti, vanno rispolverati e cantierati. Si riparta dal basso per ripensare al sistema paese, dai bisogni reali e su questi si disegnano le norme. Diversamente avremmo buone norme di principio ma inattuabili nel concreto: e questo paese non può permetterselo ancora a lungo».

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