Insieme, dall’emergenza alla ripartenza: il patto di collaborazione Provincia-Diocesi di Padova-Acli

In queste settimane sono stati gestiti e distribuiti a beneficio di oltre una ventina di associazioni e enti operanti in città e in provincia quintali di alimenti

In piena emergenza Covid-19 - e in tutto ciò che sarà la fase 2 - Provincia, Diocesi e la Re.T.E. Solid.A delle Acli hanno stretto un patto di collaborazione a supporto di persone in difficoltà, enti e associazioni. L’attività è stata presentata martedì 5 maggio dal presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, dal vicepresidente e consigliere provinciale con delega alla Protezione civile Vincenzo Gottardo, dal vicario episcopale per i rapporti con il territorio don Marco Cagol e dal presidente delle Acli provinciali Gianni Cremonese. Era inoltre presente il responsabile del progetto Re.T.E Solid.A Massimiliano Monterosso.

Solidarietà

L’emergenza Covid-19 non ha infatti fermato il mondo del volontariato e della solidarietà: Diocesi e Provincia si sono avvalse dei loro bracci operativi (Re.T.E. Solid.A. e la Protezione Civile provinciale di Padova) per distribuire le eccedenze alimentari e tutti i materiali donati da diverse aziende private. Sottolinea Fabio Bui: «Padova è capitale europea del volontariato nell’anno della pandemia: chi poteva immaginare ciò che sta accadendo in questi giorni, eppure di fronte a un’emergenza che ha cambiato radicalmente le nostre vite il primo motore che non si è mai spento è quello della solidarietà. E il grande cuore della rete associativa e no profit di Padova è una macchina testata per fare grandi prestazioni, è una macchina affidabile che saprà trainare tutta l’Italia e l’Europa. Il prezzo da pagare per molti cittadini sarà alto, ma usciremo da questa crisi tutti insieme. Ce l’abbiamo fatta nel 2009 grazie anche alla rete solidale che ha visto Provincia, Comune, Fondazioni e Diocesi unite per dar supporto a famiglie e lavoratori, ce la faremo ancora, nonostante le maggiori difficoltà e la vastità di problemi che questa emergenza ci pone davanti. I nostri volontari hanno affrontato le calamità, i terremoti, le alluvioni, il mondo del no profit padovano ha aiutato le persone più deboli in tutto il mondo: poveri, malati, ultimi. Tutto questo bene si riverserà qui, è già qui e ci darà nuove prospettive di crescita, umana prima che economica».

I dati

In queste settimane sono stati gestiti e distribuiti a beneficio di oltre una ventina di associazioni e enti operanti in città e in provincia migliaia di alimenti: un carico di 27 quintali di prodotti surgelati donati dalla Giovanni Rana, 200 quintali di ananas donati dalla Dal Bello Sife srl, 13.000 uova donate dalla Azienda Vanzelli di Sant’Angelo di Piove di Sacco, 2.300 pizze surgelate dalla Margherita srl di Treviso e 14 tonnellate di kiwi provenienti da eccedenze agricole. Aggiunge Vincenzo Gottardo: «Questa iniziativa si aggiunge a tutta l’attività che il gruppo provinciale sta portando avanti fin dai primi giorni del Covid 19. Proprio pochi giorni fa abbiamo ricordato i numeri di questo impegno. Dal 21 febbraio ben 1.250 volontari della nostra provincia hanno operato con 3.900 squadre a supporto della gestione dell’emergenza COVID19 sull’intero territorio provinciale. Più di 11.200 le presenze totali. Per la gestione logistica e del materiale sanitario sono stati effettuati 195 trasporti percorrendo, con 12 fra camion e furgoni, quasi 13.000 km. Solo il nostro gruppo provinciale, con i suoi 41 volontari attivi, ha prestato la propria opera ininterrottamente dall’inizio dell’emergenza con un totale di 344 squadre e 776 presenze. Senza i volontari sarebbe stato impossibile consegnare farmaci, mascherine, buoni spesa o beni di prima necessità, oltre alla gestione dei presidi sanitari di urgenza esterni agli ospedali».

Diocesi di Padova

Dichiara don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con le istituzioni e il territorio: «La Diocesi di Padova in questo tempo di emergenza ha scelto di collaborare con tutte le realtà del territorio, a partire dalle sue Istituzioni. Abbiamo accolto volentieri la collaborazione per la distribuzione delle donazioni alimentari giunta dalla Provincia. Con l’aiuto di Retesolida, preziosa iniziativa promossa da Acli e sostenuta da diversi enti, abbiamo potuto raggiungere capillarmente molte realtà di solidarietà, tra cui anche molte Caritas parrocchiali, enti della Diocesi. Grazie a questo apporto, come Diocesi ci siamo fatti garanti di raggiungere realtà in tutto il territorio della Provincia, che potessero poi effettivamente compiere l’ultimo miglio, facendo arrivare alle singole persone bisognose quanto donato dai donatori. Ritengo un segno importante la solidarietà che abbiamo toccato con mano. Essa non è nuova, ma in questo tempo si è intensificata. C’è bisogno di tenerla viva, favorendo sempre la dimensione circolare della solidarietà per arrivare a una reciprocità che non faccia sentire nessuno umiliato dal solo ricevere, perché tutti hanno sempre qualcosa da dare e tutti abbiamo sempre bisogno di qualcosa da ricevere anche da chi è apparentemente più povero». Il progetto delle Acli di Padova si occupa da oltre un decennio del recupero e riutilizzo di eccedenze, soprattutto alimentari, per circa un  milione di euro in prodotti l’anno, siano essi pasti cotti, cibi prossimi alla scadenza o invenduto della produzione agricola. In questo difficile momento il mercato è particolarmente saturo, mentre molte famiglie stanno sentendo sempre di più l’effetto delle reazioni a catena causate dal confinamento e si rivolgono alle associazioni di volontariato e agli enti locali per chiedere aiuto.

Re.T.E. Solid.A

Massimiliano Monterosso, responsabile del progetto Re.T.E. Solid.A, afferma: «Mi rende fiero vedere come tutte le realtà che collaborano con Re.T.E. Solid.A. continuino a rimboccarsi le maniche nel loro lavoro di vicinanza quotidiana a chi è in difficoltà. È una ricchezza grande che va valorizzata e che può dare ancora di più alla comunità. Specialmente in un momento come questo l’unione fa la forza e dobbiamo lavorare tutti per superare l’ostacolo con un’attenzione particolare si più deboli. Facciamo appello a tutte quelle realtà che a causa della corrente crisi sanitaria abbiano prodotti invenduti e che vogliano donarli alla collettività: scrivete a retesolida@padova.acli.it e la rete si metterà in moto per gestire la donazione! Inoltre Re.T.E. Solid.A è alla ricerca di nuovi volontari, oggi ancora di più, quindi sollecitiamo chi fosse interessato ad aiutarci a scriverci così da entrare a far parte della nostra rete e poter contribuire a dare una mano in queste giornate così impegnative».

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Acli Padova

Gianni Cremonese, presidente provinciale delle Acli di Padova ha aggiunto: «Re.T.E Solid.A è la testimonianza pratica di come le Acli riescono intervenire sui bisogni della gente in modo condiviso anche con altri soggetti del territorio. Re.T.E Solid.A, in quanto braccio operativo delle Acli, non solo interviene per sostenere direttamente chi ha bisogno ma è pure lo strumento per mettere in pratica comportamenti virtuosi e sviluppare nelle persone, nei giovani in particolare, una coscienza contro lo spreco e orientata verso un vivere sobrio. Non solo; in questo modo le Acli sollevano la gravità del problema delle crescenti povertà e sollecitano le istituzioni locali ad intervenire nel merito. Condividere il pane per noi è certamente opera di misericordia ma non basta. Siamo impegnati ad esprimere capacità politica in forma organizzata per collaborare con le istituzioni al fine di eliminare le varie forme di ingiustizia, come le povertà, che sempre più peseranno nei prossimi mesi. Questa è la sfida che cerchiamo di affrontare. Pane e politica saranno per le Acli il modo di vivere questo tempo e la democrazia». Per provare a chiudere il cerchio e portare un reale beneficio in questo momento di difficoltà, Re.T.E. Solid.A. ha continuato a lavorare per raccogliere le donazioni delle eccedenze (e non solo) da parte di una serie di aziende garantendo la corretta gestione documentale e igienico-sanitaria dei prodotti, e organizzando la redistribuzione alle diverse realtà che continuano ad operare al fianco degli ultimi. In questo periodo fondamentale è stata la collaborazione instaurata con la Protezione Civile di Padova, quotidianamente attiva sul territorio provinciale.

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