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«Siamo molto preoccupati, ora Conte ci ascolti»: l'appello dei sindaci delle città capoluogo venete

Afferma Sergio Giordani: «Vi sono a mio avviso strumenti di tipo tecnico che possono dare ulteriori segnali di fiducia ai Comuni e metterli nella condizione di affrontare al meglio la crisi»

Sergio Giordani in videoconferenza con i sindaci delle città capoluogo del Veneto (foto d'archivio Franco Tanel)

«A distanza di due settimane dalla prima richiesta di confronto con il Presidente del Consiglio, ora abbiamo l’urgente necessità di essere ascoltati». I sindaci delle Città capoluogo di Provincia del Veneto - Sergio Giordani (Padova), Mario Conte (Treviso), Luigi Brugnaro (Venezia), Federico Sboarina (Verona), Francesco Rucco (Vicenza), Jacopo Massaro (Belluno) e Edoardo Gaffeo (Rovigo) - all’esito della riunione tenutasi in videoconferenza nella mattinata di lunedì 11 maggio esprimono preoccupazione sui contenuti della bozza del piano adottato dal Governo per il “dopo Coronavirus”.

Preoccupazione

Aggiungono i sindaci: «Siamo molto preoccupati: le misure del “Decreto rilancio” devono contenere strumenti e risorse sufficienti per i sindaci, così come i provvedimenti per la scuola o il rilancio di turismo e cultura ci sembrano ancora distanti dai bisogni concreti delle realtà territoriali e da questo punto di vista un confronto costruttivo risulterà certamente utile e necessario. Chiediamo al Premier Conte di essere ascoltati. L’urgenza delle risposte è massima così come la positiva volontà di dare un nostro contributo».

Sergio Giordani

Queste le dichiarazioni di Sergio Giordani, sindaco di Padova, a margine dell'incontro: «Il Governo, in una situazione di estrema difficoltà sta certamente facendo sforzi molto apprezzabili, purtroppo però come Sindaci già sappiamo che data l'entità della crisi attuale e futura questi finanziamenti non basteranno a colmare del tutto gli ammanchi e mettere nelle condizioni i primi cittadini di programmare da subito consistenti piani di rilancio e coesione sociale nei loro territori. Ecco perché un confronto costruttivo può essere utile, specie con i capoluoghi di una Regione che, tra le prime con la Lombardia, è stata colpita da questa terribile pandemia. Vi sono a mio avviso strumenti di tipo tecnico che possono dare ulteriori segnali di fiducia ai Comuni e metterli nella condizione di affrontare al meglio la crisi. Abbiamo inviato al Governo una lunga serie di proposte che spero siano prese in considerazione. Soprattutto è giusto che i Sindaci abbiano al più presto la certezza di quantità e risorse erogate entro criteri chiari così da poter pianificare fin da subito i bilanci. Sicuramente non ci servono ora scontri ma momenti positivi di riflessione e discussione schietta col livello nazionale».

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