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Coronavirus, i parlamentari della Lega: «Sì alle proposte delle categorie economiche padovane»

«Condividiamo con l’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Confcommercio di Padova e le altre associazioni di categoria la preoccupazione per il destino dei pubblici esercizi, delle imprese, dei lavoratori e del tessuto economico tutto della nostra provincia, chiamati a fronteggiare un’emergenza senza precedenti»

«Condividiamo con l’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Confcommercio di Padova e le altre associazioni di categoria la preoccupazione per il destino dei pubblici esercizi, delle imprese, dei lavoratori e del tessuto economico tutto della nostra provincia, chiamati a fronteggiare un’emergenza senza precedenti». Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari della Lega Massimo Bitonci, già sottosegretario al Mef, Alberto Stefani e Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama.

Aggiungono Bitonci, Ostellari e Stefani: «Emergenza che obbliga la politica alla massima responsabilità e le istituzioni a risposte altrettanto senza precedenti. Padova e il Veneto non si possono permettere di perdere ciò che li rende grandi: la capacità di intraprendere, la creatività e la dedizione di tanti esercenti, commercianti e lavoratori. Per questo sottoscriviamo, per la parte che riguarda le misure statali, le proposte che Appe, Fipe e Confcommercio Padova ci hanno sottoposto. Proposte che, in gran parte, sono già contenute nel "Piano Emergenza Economica Coronavirus" che la Lega e Matteo Salvini hanno illustrato il 25 febbraio scorso, quali sospensione delle rate dei mutui, cassa integrazione per le piccole imprese, esonero dai versamenti Iva, Irap, Irpef, contributi Inps e anche ripristino della cedolare secca per affitti commerciali e un piano straordinario per commercio e turismo. Bene hanno fatto le associazioni a ricordare che la crisi non ha colore politico. Diamo sin da subito la nostra disponibilità a collaborare, senza preclusioni: bar, ristoranti, negozi e tutte le attività commerciali e produttive non si salvano con le polemiche, ma con i fatti. Noi ci siamo».

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