Corsa alle regionali, Variati fa scudo a Lorenzoni e attacca: «Solo nel "totalitarismo zaiano" voto a luglio»

Variati smentisce quanto paventato da stampa vicina ad ambienti del centro sinistra e anzi lancia la candidatura del vice sindaco di Padova che in mattinata aveva improvvisato una conferenza stampa per chiarire che «non c'è nessun intoppo, la candidatura va avanti»

La corsa alle Regionali non è ancora ufficialmente iniziata che il candidato alla presidenza della Regione per il centro sinistra, il vice sindaco di Padova, Arturo Lorenzoni, si deve guardare dal fuoco amico. Nella fattispecie le bordate sono arrivate dalle pagine de Il Mattino di Padova e dall’analisi dell’esperto collega Albino Salmaso, uno addentro le cose della politica regionale. 

Friendly fire

Il pezzo, di fatto, mette più che in discussione la candidatura di Arturo Lorenzoni paventando poca fiducia nel Pd che sarebbe orientato a non sostenerlo e cambiare candidato. In pratica, secondo l’articolo, per Lorenzoni sarebbe meglio lasciare perdere e cedere il campo. Nello specifico si faceva l’ipotesi di una candidatura dell’ex sindaco di Vicenza, ora sottosegretario agli interni, Achille Variati.

Variati

Variati lo contattiamo al telefono che sono da poco passate le 23 di giovedì, il pezzo negli ambienti politici è stato letto e dibattuto ed è entrato nell'agenda politica del giorno. Quando ci risponde, a domanda diretta, se è fondata la notizia che potrebbe essere lui il candidato, il sottosegretario appare dapprima divertito e poi risponde convinto: «Il candidato è stato scelto dal centro sinistra, con convinzione. Penso che ora lui avrà il tempo, dopo il rispettoso silenzio di questi mesi dovuto alla situazione di sofferenza della comunità. Passato il momento più critico, adesso sarà proprio Arturo a tracciare un percorso di contenuti per offrire un’idea di governo diversa rispetto a quella di Zaia. Abile nella comunicazione, ma meno nel governare. È utile un confronto senza peli sulla lingua, un confronto franco, ma rispettoso».

Sfida 

Quindi possiamo escludere che sarà lei a sfidare Zaia? «Non è il mio tempo, metterò a disposizione le mie idee per il progetto. Ho delle idee forti sul Veneto di domani. Zaia è sempre più un personaggio nazionale, il veneto ha bisogno di qualcuno che si preoccupi del Veneto. Per questo bisogna concentrarsi sulle idee perché sarà una campagna elettorale difficilissima». Si prende un attimo di tempo poi prosegue: «C’è la paura del futuro per superare lo stallo economico su cui molti operatori sono precipitati. Francamente è difficile fare la campagna elettorale in un momento come questo. Ma il candidato è stato selezionato dopo un lungo percorso e ha dalla sua la forza delle idee per un Veneto che guarda a domani. Arturo farà un’ottima campagna elettorale certamente dando atto di ciò che ha funzionato e allo stesso tempo sarà in grado di essere molto preciso su cosa invece non ha funzionato». Lo chiama sempre per nome, Arturo, facendo intendere anche una certa confidenza oltre che fiducia. 

"Totalitarismo Zaiano"

Sulla date delle elezioni? Il Presidente Zaia le farebbe anche subito, in luglio: «La proposta di Zaia è semplicemente impraticabile e lui lo sa benissimo. E’ un’abilità anche quella di saper convincere di ciò che non è. Il voto è una cosa seria e bisogna tener conto dei problemi legati all’epidemia, sulla base dei quali gli esperti hanno detto che è meglio votare a settembre. Da un lato quindi ci sono queste esigenze, ma dall’altro lato ci sono quelle democrazia. Per Zaia è semplice, lui è in tv tutti i giorni. Siamo al totalitarismo zaiano, quindi? Io non ci sto. Quello che si sta proponendo invece da Roma è votare a metà settembre, con un election day, comprendendo anche il referendum. Ci deve essere un po’ di campagna elettorale». Quindi come se lo spiega un articolo di quel tenore? Dopotutto si parla sempre delle tanti anime del Pd, potrebbe essere anche questo il caso. Forse non tutti nel partito vedono di buon occhio questa candidatura. Come all’inizio della telefonata accenna una risata e risponde con tono divertito: «Beh, si sa, nei partiti democratici ci sono tante idee».

Gossip

La stessa domanda è stata posta anche ad Arturo Lorenzoni  che proprio per spegnere subito eventuali polemiche o strumentalizzazioni ha improvvisato una conferenza stampa, alle 12 e 30 dello stesso giovedì. «Non c’è nessun problema e anzi, siamo pronti per partire». L’articolo che tanto ha agitato le acque ha evidenziato l’assenza di Lorenzoni in questi mesi di lockdown, dai media: «Mi sembrava fuori luogo e poco rispettoso del ruolo di amministratore mostrarmi ogni giorno facendo vedere i disegni che mi mandano i cittadini», risponde lanciando una frecciata a Luca Zaia e facendo riferimento alle quotidiane conferenze stampa che rilascia dalla sede della Protezione Civile di Marghera. Sulla data delle elezioni anche Lorenzoni è dell’idea dell’election day. Sempre stando alle critiche che da dentro il Pd si sarebbero mosse contro la candidatura di Lorenzoni, ci sarebbe anche la famosa battuta fatta sulla candidatura di Crisanti al posto suo: «Solo a chi non ha voluto intenderla per quello che era non è parsa una battuta. Concentriamoci invece sulle cose serie, non sui gossip come mi capita ogni tanto di leggere».  

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