Dati Confesercenti criminalità, Bitonci (Lega): "Padova capoluogo del furto"

Il segretario della sezione cittadina della Lega Nord commenta il drammatico quadro emerso nell'indagine dell'associazione di categoria provinciale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Non solo tasse, crisi dei consumi, concorrenza sleale e abusiva. Come segnala l’Osservatorio della Confesercenti, i pubblici esercizi padovani devono far fronte anche ad una media di tre reati al giorno contro la proprietà, di cui quasi 450 all’anno sono furti”.

Preoccupato, il segretario della sezione cittadina della Lega Nord, Massimo Bitonci, commenta così: “Quest’estate la classifica del Sole24Ore non dava scampo a Padova, segnando un incremento dei reati denunciati del +4,8% nel 2011. Oggi i dati della Confesercenti, riferiti al 2012 e raccolti sulla base delle segnalazioni di una rete di commercianti, confermano questa tendenza – insiste Bitonci, puntando il dito contro la giunta Zanonato – Per il sindaco, da un paio di giorni impegnato ad accampar scuse contro chi lo accusa di aver abbandonato la città al degrado, dalle associazioni spontanee dei cittadini, come il gruppo Prato Degrado, ai singoli padovani, addirittura a qualche prelato, il 2013 si sta rivelando l’anno della verità: una verità inaccettabile".

"La  politica dell’integrazione forzata, costruita attraverso il finanziamento di associazioni amiche, è fallita. L’ecumenismo spicciolo che sopporta, ma non reagisce, agevola il diffondersi del crimine – insiste Bitonci – Padova non è fatta dagli irregolari che vendono mercanzia di dubbia provenienza sulle strade, da chi vive ai margini venendo in centro per depredare negozi e altri pubblici esercizi. Padova è fatta dai padovani, da gente che lavora e paga le tasse. Gente che deve essere tutelata, anche e soprattutto nella sua proprietà. I dati Confesercenti inchiodano il sindaco: come ha spiegato il presidente Nicola Rossi, ad entrare in azione non sono solo criminali specializzati, ma soprattutto piccole bande, sia straniere che italiane. Ad allarmare sono furti e truffe anche di pochi euro, messi in atto da chi vive ai margini della società. Cioè il tipo di persone che Zanonato vorrebbe integrare a colpi di propaganda e corsi di cucito”.

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