«Mi dimetto da vicesindaco del Comune di Padova»: l'annuncio di Arturo Lorenzoni

Lorenzoni lascia la doppia carica di vicesindaco del Comune di Padova e assessore all'urbanistica per proseguire la sua corsa alle elezioni regionali

Arturo Lorenzoni

Si attendeva ormai solo l'annuncio. Ed è arrivato: Arturo Lorenzoni rassegna le dimissioni da vicesindaco e assessore all'urbanistica del Comune di Padova.

Dimissioni

Un annuncio arrivato nel corso di una programmata conferenza stampa a Palazzo Moroni, e in cui Lorenzoni ha dichiarato: «Lascio il mio incarico nell'amministrazione di Padova a tre anni dall'assunzione della carica di vicesindaco con deleghe a politiche del territorio e sviluppo urbano sostenibile, mobilità e viabilità, programma agenda digitale, servizi informatici e telematici, edilizia privata, accessibilità e vita indipendente, Agenda 21 e Università. Ormai quattro anni fa ho scelto di impegnarmi direttamente in politica perché avvertivo l'esigenza di garantire a molte donne e a molti uomini, soprattutto ai giovani, uno spazio di confronto, di discussione, di impegno e una rappresentanza oltre gli equilibri politici nazionali. Quando nel 2017, dopo il primo turno delle elezioni comunali, ho scelto di sostenere la corsa a sindaco di Sergio Giordani il mio auspicio era quello di fondere l'esperienza della politica dei partiti con la carica innovativa dei movimenti, della società civile: un'idea nuova del mondo democratico, meno tradizionale, forse in alcuni passaggi più "ingenua" ma certamente più vicina al sentire dei cittadini».

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Arturo Lorenzoni passa quindi al capitolo elezioni regionali: «Ho accettato l'invito a candidarmi presidente della Regione, e lascio quindi il mio incarico di vicesindaco con due certezze: la prima è che quanto di bello abbiamo compiuto qui a Padova può diventare un nuovo campo politico a livello regionale, capace di rispondere soprattutto a quelli, e sono purtroppo molti, che scelgono di non votare non riconoscendosi nei paradigmi e nei riti tradizionali della politica e nella loro rappresentazione pubblica e mediatica, fatta solo di trattative, polemiche e scambi. Perché se alla politica si toglie la possibilità di far stare bene le persone, resta solo la tattica e la convenienza. La seconda certezza è che il percorso padovano non si interromperà con le mie dimissioni: quel grande obiettivo di mettere insieme il mondo dei partiti con quello della società civile, dell'impresa, dei movimenti, della cultura e dell'innovazione lo considero irreversibilmente acquisito, e per questo mi impegnerò con assoluta determinazione, tanto in città quanto in Regione. Quando qualcuno, dunque, mi chiede "perché lo fai?" io rispondo esattamente come rispondevo tre anni fa quando in pochi avrebbero scommesso nel nostro risultato contro due corazzate politiche ed elettorali come quelle di Giordani e Bitonci: perché per cambiare le cose bisogna metterci la faccia, perché già il fatto che nei partiti della nostra coalizione sia prevalsa la linea di coloro i quali hanno creduto e credono alla necessità di avviare questo progetto politico innovativo è un segnale di progresso, un passo avanti decisivo. E riconosco al Partito Democratico in quest'operazione una visione lunga».

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Chiusura per Arturo Lorenzoni con i "prossimi passi" e i ringraziamenti: «Adesso conto sull’impegno di ciascuno di noi a compiere il passo successivo: condurre una campagna elettorale fatta di idee, confronto, collaborazione e sorrisi, utilizzando un linguaggio nuovo per il Veneto. Sarà partendo da queste settimane e da questi mesi che costruiremo, insieme, una nuova idea di Veneto democratico, capace di parlare alle persone e a quelle piazze che nei mesi prima del lockdown, anche da noi, hanno suonato la sveglia per dire a tutta la classe dirigente che il populismo, ad ogni livello, si batte. Si batte in primo luogo sconfiggendo la paura, ma anche uscendo dai palazzi, come io faccio oggi, e dalle sedi di partito per dimostrare che la grande differenza tra noi e loro è che il nostro obiettivo è quello di fare delle cose per i nostri concittadini, mentre il loro è solo quello di fare il meno possibile, per non essere mai giudicati dai fatti, ma dalla propaganda che, giorno dopo giorno, riesce a dire tutto e il contrario di tutto, nella continua ricerca del consenso. E anche qui in Comune la nostra squadra ha sempre cercato - pur fra le difficoltà di una città complessa come è Padova - di non rinunciare mai a cambiare, a migliorare, le cose anche a costo di non accontentare sempre e subito tutti, ma provando a guardare un po’ più avanti. Ringrazio il Sindaco Sergio Giordani e tutti i colleghi di Giunta e del Consiglio Comunale, con i quali c’è sempre stata un’interlocuzione costruttiva e propositiva. E ringrazio tutto il personale del Comune, dove ho trovato grande dedizione e professionalità. I meriti degli obiettivi raggiunti sono anche, e forse soprattutto, loro. Sono orgoglioso del lavoro che ho fatto in questi tre anni».

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