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Renato Modenese e la sede del Comune di Casale di Scodosia

Renato Modenese e la sede del Comune di Casale di Scodosia

Casale di Scodosia, ancora tasse? Il sindaco non ci sta, e si dimette

Renato Modenese, primo cittadino del centrodestra al suo secondo mandato, ha annunciato martedì sera la decisione di ritirarsi. I vincoli al patto di stabilità gli imporrebbero di aumentare le imposte

La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, anche se tanto sereno non è il panorama economico nel quale numerosi sindaci di Comuni, anche virtuosi, devono destreggiarsi per far quadrare i conti senza pesare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Ed è proprio questo il motivo che ha portato il primo cittadino di Casale di Scodosia, Renato Modenese, ad annunciare martedì sera in sede di consiglio comunale le proprie dimissioni.

NO ALL'AUMENTO DELLE TASSE. Al suo secondo mandato, rieletto nel 2009 con una coalizione di centrodestra, Modenese, che è stato anche consigliere del Pdl in Provincia, ha motivato la sua decisione con la volontà di non essere fautore di un nuovo aumento delle tasse per i suoi compaesani, provvedimento al quale, se restasse in carica, dovrebbe ricorrere necessariamente per via dei rigidi paletti imposti ai Comuni dal patto di stabilità in cui è rientrato da gennaio anche il suo paese da meno di 5mila abitanti. Le dimissioni appaiono dunque come un estremo atto di denuncia nei confronti di un sistema che, impedendo ai municipi di gestire in piena autonomia le proprie risorse, crea alle amministrazioni non pochi problemi.

IL SINDACO DIMISSIONARIO. "Sono sindaco di un piccolo Comune che ha sempre avuto avanzi di amministrazione - spiega il primo cittadino dimissionario - Siamo sempre riusciti a gestirlo senza aumentare la tassazione. Fino all'anno scorso abbiamo mantenuto le aliquote Imu a livello base, mentre adesso, conti alla mano, non è più possibile. Ho cercato di temporeggiare, vedere se da Roma si trovavano risorse per finanziare i Comuni, ma nulla. Abbiamo un avanzo di 530mila euro dal bilancio dell'anno scorso che, per colpa del patto di stabilità non possiamo usare. Non attingere a queste risorse vuol dire mettere mano alle tasse. Qui abbiamo in prevalenza capannoni, il settore produttivo era la nostra forza, eravamo ai primi posti a livello provinciale per Pil ma con la crisi siamo passati tra gli ultimi per un calo vertiginoso del fatturato. Di aumentare l'Imu su capannoni chiusi o che fanno fatica a tirare avanti, umanamente non me la sento. Ho fatto poi una promessa elettorale, quella di non aumentare le tasse, che non voglio rimangiarmi".

COMMISSARIAMENTO IN VISTA. Formalmente, il testo unico che regolamenta gli enti locali prevede che le dimissioni abbiano efficacia dopo 20 giorni dalla comunicazione in consiglio comunale. Lasso di tempo durante il quale il sindaco potrà anche rivedere la propria scelta. "Oggi come oggi credo che il margine sia ristretto - anticipa Modenese - Per cambiare idea bisognerebbe che lo Stato mandasse un po' di soldi". Se invece non ci dovesse essere alcun dietrofront, le dimissioni diventerebbero effettive e con il primo cittadino decadrebbe l'intero consiglio comunale che finirebbe soggetto a commissariamento.

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