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Diossina a Monselice, Berti ed Endrizzi: “Scendiamo in campo a fianco delle famiglie, ecco le nostre proposte”

Il senatore Giovanni Endrizzi e il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, hanno partecipato alla seduta della commissione consiliare comunale indetta per fare luce sul caso dell'inquinamento nei pressi di una scuola

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle scende in campo a fianco delle famiglie di Monselice: nei giorni scorsi il senatore Giovanni Endrizzi e il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, hanno partecipato alla seduta della commissione consiliare comunale indetta per fare luce sul caso dell'inquinamento da diossina riscontrato nell'area di una scuola del centro cittadino.

Il rischio diossina

“Parliamo di centinaia di bambini che rischiano di venire a contatto con la diossina mentre giocano e imparano – sbotta il capogruppo M5S in consiglio regionale – è una cosa che fa venire i brividi. Nell'aula consiliare c'erano decine di cittadini e mamme, preoccupati per questa vicenda, che ci hanno chiesto di dare loro una mano per risolvere una situazione potenzialmente molto pericolosa”. Ecco la proposta: “In base a un regio decreto tuttora in vigore – spiega Berti – il sindaco ha la possibilità di far spostare un'attività inquinante. Lo può fare subito e noi ci siamo resi disponibili a fare tutto quello che è in nostro potere per dare una mano al Municipio di Monselice in questa complessa vicenda”.

La situazione

“Ma non dobbiamo mai dimenticare che chi inquina deve pagare – avverte il consigliere regionale – non si fanno eccezioni a questa regola e non se ne faranno neppure qui a Monselice, dove nel corso degli anni il clima si è spesso infuocato proprio a causa di situazioni legate all'inquinamento e alla presenza di attività produttive molto impattanti dal punto di vista ambientale”. “L’azienda dice che da novembre non utilizza più quella che chiama “marna”, ma che in realtà contiene solo una parte di roccia naturale mescolata a sostanze estranee di origine alquanto delicata – gli fa eco Endrizzi – è difficile dunque comprendere le responsabilità solo analizzando l’aria adesso, oppure un limitato numero di campioni di suolo. Per valutare entità, cause e responsabilità dell’inquinamento è necessario infatti attuare controlli a tappeto su tutto il territorio circostante. Confrontando le concentrazioni dei diversi inquinanti con i dati sulle correnti d’aria locali si potrà comprendere le responsabilità della cementeria nella contaminazione”. “Nel frattempo le autorità competenti sulla tutela della salute devono adottare un principio di precauzione per quel che riguarda fauna selvatica, animali da cortile, ortofrutta e altre produzioni – continua il senatore - il sindaco si è già dichiarato disponibile, ma è necessario agire subito. Il principio di precauzione si applica quando c’è un dubbio. Qui siamo già arrivati ad avere riscontri oggettivi che la popolazione è esposta a rischi. Ma le analisi vanno condotte con la collaborazione e la supervisione di rappresentanti della popolazione, perché Arpav e azienda sanitaria hanno purtroppo mostrato errori e ritardi. I cittadini hanno diritto ala massima trasparenza”.

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