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Discarica di Sant'Urbano: in arrivo 20mila tonnellate di rifiuti dal trevigiano. I comitati: «Una sciagura»

I comitati ambientalisti della Bassa Padovana sono sempre più preoccupati dalla presenza della discarica di Sant'Urbano

I comitati ambientalisti della Bassa Padovana sono sempre più preoccupati dalla presenza della discarica di Sant'Urbano. «Con il Decreto n.8 pubblicato sul BUR del 30.04.2021, il Consiglio di bacino "Sinistra Piave" è autorizzato a conferire per motivi di emergenza gestionale i rifiuti urbani prodotti dai Comuni della provincia di Treviso, presso la discarica tattica regionale di Sant'Urbano (PD) per un quantitativo massimo di 19.200 tonnellate fino al 31.12.2021.Si aggiungono alle 50.000 tonnellate di rifiuti provenienti da Venezia, Treviso e Belluno autorizzate a inizio 2021. Sant'Urbano si conferma la Discarica del Veneto.Sulle 156.000 t/a autorizzate quasi la metà è ora proveniente da altre province.Sappiamo che non è finita qui. Arriveranno presto altri Decreti per altre province, altre proroghe e altre migliaia di tonnellate di rifiuti».  

Discarica

I comitati pungolano le diverse municipalità del territorio affinché questa situazione sia finalmente affrontata: «Il tutto sta avvenendo con la complicità o nel silenzio assordante di tanti amministratori locali, troppo timidi nel far sentire la loro voce di disappunto verso il governo regionale. Per ora solo il Comune di Vighizzolo si è espresso pubblicamente contro l’autorizzazione all'ampliamento della Discarica, annunciando un possibile ricorso al Presidente della Repubblica» I comitati della Bassa si sono anche rivolti al Tar, ma il risultato ottenuto non è stato quello sperato: «Purtroppo otto giorni fa il Tar del Veneto ha respinto il nostro ricorso con motivazioni per noi incomprensibili e inaccettabili.Ma faremo ogni passo possibile per fermare un ampliamento che comporterà l'arrivo di un altro milione di mc di rifiuti, un innalzamento di oltre 3 metri e un fine vita della Discarica prorogato al 2029. Continueremo a batterci per cercare di evitare questa sciagura che rappresenta per il nostro territorio una condanna ambientale che ricadrà sulle future generazioni».

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