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Elezione del Garante: servirà una terza votazione. Polemiche in consiglio, il Sindaco Giordani richiama il consigliere Tarzia

Servivano 22 voti, i 21 della maggioranza più uno, quota che non si è raggiunta anche a causa della giustificata assenza del consigliere di minoranza Moneta che in mattinata è stato suo malgrado protagonista di una brutta gaffe del consigliere Tarzia sui social

Nessuna fumata bianca da Palazzo Moroni. Anche in questa seconda votazione, con il consiglio comunale eccezionalmente in presenza, non si è arrivati ai fatidici ventidue voti che avrebbero permesso l’elezione del cosiddetto garante dei detenuti. Sono 19 i voti per Bincoletto, uno per Piva, nove schede nulle e una scheda bianca. Il quorum non è quindi raggiunto, si rende necessaria una terza seduta. Servivano 22 voti, i 21 della maggioranza più uno, quota che non si è raggiunta. 

Scivolata su Twitter

Le premesse già non erano delle migliori, il clima non proprio sereno. E non ci riferiamo allo scorso appuntamento per il voto e la successiva non nomina del garante dei detenuti, con lo scandalo della preferenza a Matteo Messina Denaro che tanto, male, ha fatto parlare. Ma già la mattinata di lunedì 12 aprile si era aperta con un commento a dir poco fuori lugogo, su Twitter, del consigliere Luigi Tarzia, eletto nella Lista Giordani. Dal suo profilo ha commentato l’adesione al voto per Bincoletto del consigliere di Forza Italia, Roberto Moneta, con questa frase: «Denaro attira Moneta». Il consigliere si è difeso in consiglio, definendola una battuta: «Mi spiace che il consigliere abbia frainteso», ha detto in aula durante la discussione sul voto, Tarzia, rispondendo a esplicita sollecitazione sulla questione del consigliere Ferro, di Coalizione Civica. 

Giordani

Moneta, impegnato per lavoro fuori città, ha preferito non commentare anche se ha definito di dubbio gusto la sua uscita su Twitter e che gli chiederà direttamente spiegazioni. Tarzia nei suoi interventi, ha parlato anche quando c’è stata la dichiarazione di voto, ha insistito ancora sulle sue posizioni, ha difeso la sua scelta di sostenere la candidatura di Maria Pia Piva e si è scagliato contro la sua stessa maggioranza tanto da indurre il Sindaco Giordani a riprendere l’assemblea. Tarzia ha tirato dritto quasi non badando alla reprimenda del primo cittadino, che era rivolta sicuramente anche a lui, se non solo, facendo riferimento alla mancanza di serietà della maggioranza che ha svilito il ruolo del consiglio non discutendo sui meriti dei candidati anche se alla fine ha dichiarato che si sarebbe adeguato alla decisione del suo gruppo. Secondo questa logica anche il suo voto dovrebbe essere andato a Bincoletto. 

Garante

Di tutta questa vicenda non esattamente edificante, rimane il fatto che la figura del garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale, resta ancora vacante. E questo, al netto delle beghe tra consiglieri, è la questione più grave.

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