«Non c’è più un minuto da perdere»: nuovo appello delle Sardine del Veneto

«È indispensabile creare subito il percorso di alternativa alla Lega. Ciò che invece sembra ancora trionfare sono divisioni e tatticismi davvero distanti dalle piazze che si sono riempite di speranza in tutta la Regione»

Le Sardine riunite lunedì 10 febbraio al Portello

«Il Ven(e)to sta cambiando». Usano un gioco di parole le Sardine del Veneto, e lo fanno per lanciare un messaggio.

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Sardine

Dopo aver chiamato tutti a raccolta, infatti, ora si rivolgono alle forze politiche a loro più vicine: «Non c’è più un minuto da perdere. È indispensabile creare subito il percorso di alternativa alla Lega. Ciò che invece sembra ancora trionfare sono divisioni e tatticismi davvero distanti dalle piazze che si sono riempite di speranza in tutta la Regione. Non possiamo essere pesci muti e siamo increduli davanti ai personalismi che fermano un cammino nuovo per il Veneto, un cammino che va fatto assieme e che deve essere aggregante di passioni e spinte diverse: dai movimenti ecologisti e sociali fino ai mondi della passione civica da cui sono arrivati importanti segnali e disponibilità, per arrivare alla costituzione di un unico fronte comune. Chi si assume la responsabilità di continuare a bloccare questo meccanismo con azioni incomprensibili, evitando la corrente che può mettere a sistema talmente tante energie da poter incidere realmente sulle elezioni regionali, si sta facendo carico di un errore imperdonabile, e continua a lasciare spazio ad una politica urlata e violenta. Vogliamo una politica coraggiosa, inclusiva, che sappia guardare avanti e che possa finalmente vincere le sfide perse in tutti questi anni. Vogliamo essere cittadini protagonisti nella costruzione di un Veneto diverso da quello che è stato fino ad ora. Speriamo che nelle prossime ore prevalga il senso di responsabilità e facciamo appello a chi ha il potere di decidere, per uscire da questo stallo, perché non c’è più tempo da perdere. Noi ci siamo e siamo pronti a mobilitarci per dar voce a chi si sente solo e a chi vuole nuotare verso la costruzione di un Veneto nuovo e diverso, per dar voce a chi resta attonito davanti a bracci di ferro e distinguo che sono lontanissimi dal sentire comune. Chi crede nella partecipazione e nella solidarietà non può restare da solo in questo mare. Volete davvero nuotare da soli?».

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