Elezioni regionali, Appe Padova prepara il "menu" con cinque richieste per i candidati consiglieri

Concorrenza sleale, sicurezza e microcriminalità, innovazione e competitività, riconoscimento della valenza turistica dei pubblici esercizi e semplificazioni: i cinque punti

L’Appe - Associazione Provinciale Pubblici Esercizi - in qualità di Associazione di categoria maggiormente rappresentativa, sia in ambito comunale che provinciale, delle aziende di somministrazione di alimenti e bevande, intende portare all’attenzione dei candidati a Consigliere Regionale del Veneto le richieste della categoria.

Appe

L’Associazione dei baristi e ristoratori punta l’indice sulla sicurezza, sui costi e sull’accoglienza, redigendo un vero e proprio “menu” da sottoporre ai candidati. «Non si tratta - afferma il presidente Erminio Alajmo - di lamentele o richieste fini a sé stesse. Su ogni aspetto toccato, evidenziamo le criticità attualmente in essere e definiamo una proposta che possa risolvere i problemi». Sono cinque le domande alle quali i candidati sono chiamati a risponderci fin da prima del voto, come conferma Alajmo: «Gli esercenti vogliono sapere la linea che sarà seguita dalla futura amministrazione, su argomenti che, per noi, sono di vitale importanza, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Gli impegni che raccoglieremo ci serviranno poi per tenere “il fiato sul collo” dei prossimi amministratori, che dovranno darsi da fare per rispettare gli impegni presi in campagna elettorale».

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I cinque punti

Ecco i cinque punti che interessano i pubblici esercizi:

  • Concorrenza sleale. «Proponiamo che la Regione adotti provvedimenti specifici a tutela della leale concorrenza tra attività che svolgono attività simili. L’adozione di una specifica normativa sulla somministrazione temporanea in occasione di sagre o manifestazioni, oggi demandata ad un unico articolo della vigente legge regionale n. 29/2007, consentirebbe di ristabilire una parità di trattamento tra attività che si svolgono in sede fissa (ristoranti, trattorie, pizzerie) e attività, del tutto similari, organizzate da enti, associazioni e altri organismi. In linea con lo slogan “Stesso Mercato, stesse Regole”».
  • Sicurezza e microcriminalità. «Proponiamo che la Regione favorisca e incentivi l’installazione di sistemi di sicurezza nei pubblici esercizi (telecamere, inferriate, allarmi, ecc.). Proponiamo che vengano coordinate le Forze dell’Ordine, per garantire una maggiore e più visibile loro presenza in orario serale e notturno. Proponiamo anche l’attuazione di politiche “espansive” che riportino le persone a frequentare i centri storici delle nostre Città, senza che siano lasciati in balìa dei malintenzionati».
  • Innovazione e competitività. «Proponiamo che la Regione stanzi fondi specifici, riservati in via esclusiva alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, al fine di facilitare i processi di innovazione, intesa sia come acquisizione di nuove attrezzature, sia come formazione professionale a favore della qualificazione degli addetti».
  • Riconoscimento della valenza turistica dei pubblici esercizi. «Proponiamo che ai pubblici esercizi e, in particolare, alle attività di ristorazione, pasticceria, ma anche di sala da ballo, vengano riconosciute le caratteristiche di attività turistica a tutti gli effetti, potendo beneficiare così in modo completo della promozione che di tale settore viene effettuata. Tale riconoscimento potrebbe inoltre consentire agli esercizi pubblici di entrare nei circuiti internazionali di valorizzazione del marchio “The Land of Venice”, dando così visibilità alle eccellenze gastronomiche della nostra Regione».
  • Semplificazioni. «Il settore dei pubblici esercizi è certamente uno dei più controllati da parte delle più diverse autorità, che si concentrano su aspetti fiscali, previdenziali, igienico-sanitari, giuslavoristici, di sicurezza nei luoghi di lavoro e quant’altro. Chiediamo che la Regione voglia farsi promotrice di un tavolo di lavoro, al fine di omogeneizzare i controlli, favorirne il coordinamento e renderli maggiormente preventivi, anziché meramente repressivi come spesso si rilevano attualmente. La semplificazione nei rapporti tra pubblici esercizi e autorità consentirebbe di ripristinare un rapporto di collaborazione tra imprese e pubblica amministrazione, a tutto vantaggio della produttività aziendale e, di conseguenza, del consumatore».

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