Quindici punti chiave per i futuri amministratori del Veneto: le proposte di Confartigianato ai candidati

È una riflessione di ampio respiro quella contenuta nel position paper redatto da Confartigianato Impresa Padova in vista della prossima scadenza elettorale

Roberto Boschetto

È una riflessione di ampio respiro quella contenuta nel position paper redatto da Confartigianato Impresa Padova in vista della prossima scadenza elettorale.

Position paper

Spiega il presidente Roberto Boschetto: «Abbiamo voluto recapitare a tutti i candidati padovani un documento che raccoglie le nostre priorità, ambiti sui quali chiediamo un dialogo con chi governerà il Veneto nei prossimi anni». Si tratta di un contributo al dibattito tra le forze sociali sulle strategie di rilancio socio-economico, che individua macro-temi portanti per il governo della Regione Veneto nel quinquennio 2020-2025 e avanza proposte di specifiche politiche regionali che andranno a proiettarsi in un orizzonte di qui al 2050. Un documento pensato per il lungo periodo e quindi “aperto”, aggiornabile, ma che, a fronte di un calo del PIL per il Veneto stimato oggi al -7% per il 2020, lancia un messaggio: serve subito un ragionamento progettuale per la ripartenza. «Il documento - afferma Boschetto - guarda alla nostra regione all’interno del più ampio sistema Nord italiano nel quale costruire alleanze interregionali sulle infrastrutture materiali ed immateriali, sul sistema produttivo, sulla formazione e la ricerca, superando vecchie logiche localistiche e valorizzando le singole specificità territoriali».

Quindici punti

Sostenere la trasformazione dell’impresa manifatturiera, migliorare l’accesso ai servizi a supporto dell’innovazione e della crescita, mettere in rete l’offerta turistica, valorizzare il capitale umano, assicurare l’accesso delle imprese al credito, sostenere l’adattamento ai nuovi consumi, garantire accessibilità e efficienza dei sistemi di welfare, accompagnare i cambiamenti dell’abitare, riordinare ed efficientare il sistema insediativo, garantire l’accesso al lavoro, migliorare l’agire amministrativo attraverso l’associazionismo intercomunale, dare al Veneto piena connettività ai sistemi di flussi globali, governare il policentrismo urbano, dare prospettive alle aree in spopolamento, cogliere le occasioni di sviluppo di olimpiadi e grandi eventi: sono questi i quindici punti fondamentali per l’associazione di categoria.

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Istruzione

Tra i “cantieri” aperti, quello relativo all’istruzione tecnica superiore è uno tra i più sfidanti: «Nella nostra road map post-covid - precisa Boschetto, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente di Confartigianato Imprese Veneto con delega alla formazione - c’è un punto che ritengo importante sottolineare: vogliamo fare del Veneto la prima regione italiana per offerta e diplomati ITS. In Veneto, tra licei, istituti tecnici e istituti professionali, si diplomano in media 39mila ragazzi all’anno. Di questi “solo” 13.500 si iscrivono alla Università (il 34,7%). Ci sono quindi 25.500 ragazzi diplomati che potrebbero proseguire gli studi negli ITS ed essere “formati” per i bisogni del modello produttivo delle imprese venete che richiede e valorizza maggiormente tecnici e diplomati di alta qualità attrattive. Nello scorso anno scolastico gli iscritti agli ITS Veneti sono risultati 1.094. Abbiamo quindi un “patrimonio” potenziale di 24mila500 giovani su cui lavorare. Nell’ultimo quinquennio corsisti e percorsi formativi, sono quasi triplicati. I primi passati da 360 del 2015 a 1.077 del 2019 ed i secondi da 18 a 46. Numeri insufficienti. Puntiamo ad un raddoppio che sarebbe a malapena sufficiente a rispondere alla domanda di competenze sempre più forte che proviene dal nostro sistema produttivo e soprattutto dalla piccola impresa che per innovarsi e competere non può che investire in questi percorsi».

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