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In foto: Jacopo Berti e Alessandra Moretti con i rispettivi documenti (fonte Facebook)

In foto: Jacopo Berti e Alessandra Moretti con i rispettivi documenti (fonte Facebook)

Taglio degli stipendi e dei vitalizi, non c'è accordo tra Moretti e Berti

Ognuno per la propria strada. I due candidati alla presidenza della regione Veneto si sono incontrati martedì mattina a Limena. La discussione si è arenata ed è terminata con toni aspri e un nulla di fatto

L'incontro di martedì mattina tra i due candidati alla presidenza della regione Veneto, Alessandra Moretti (Pd) e Jacopo Berti (M5s), non ha avuto gli esiti sperati. Berti aveva invitato la Moretti a firmare un documento che aveva per oggetto la riduzione degli stipendi e il taglio dei vitalizi. La candidata del centrosinistra aveva accolto l'invito, e i due si sono incontrati al quartier generale della campagna elettorale della Moretti, a Limena (inizialmente il pentastellato aveva proposto il bar di un hotel, non ritenuto "congeniale" dalla democratica "per siglare un serio impegno politico").

IL DOCUMENTO PROPOSTO DA BERTI. L'appuntamento, alla sede elettorale del Pd, non ha visto però accordo tra le parti, ed è anzi sfociato in momenti di tensione. Al centro della discussione tra i due, il documento da sottoscrivere: quello presentato da Berti, o quello redatto dalla Moretti. Il primo richiedeva, infatti, un "impegno personale subito, anche in assenza di una legge che obblighi a farlo", sottolineando che "tutti i 52 candidati del Movimento 5 Stelle hanno già firmato l'impegno in questione". Diversamente, la Moretti: "Credo che, oltre a prendersi un impegno personale, chi fa politica abbia la responsabilità di modificare le leggi".                                               

NESSUN ACCORDO. Il botta e risposta tra il pentastellato, convinto di doversi assumere una responsabilità personale e preliminare con gli elettori, e la democratica, persuasa della necessità di formulare una legge generale, che riguardi tutti i rappresentanti della politica, non ha trovato spiragli per un accordo condiviso.

IL DOCUMENTO FIRMATO DALLA MORETTI. Alessandra Moretti, martedì mattina, ha comunque firmato il documento con le sue proposte: "Dispiace che Jacopo Berti sia venuto qui non per ascoltare le nostre ragioni e confrontarsi ma solo per sfruttare un po' di visibilità a favore delle telecamere. È con le leggi che si cambiano le cose in Veneto - ha dichiarato - in politica si deve essere seri, io ho accettato la sfida di Berti dopo aver presentato una settimana fa la mia proposta per i tagli dei costi della politica. Le cose si cambiano non solo con i gesti personali di buona volontà: l'impegno che ho sottoscritto di fronte ai veneti è di presentare entro 100 giorni dalla mia elezione una legge per tagliare tutti i costi della politica, non solo per alcuni. E vorrei che questa legge che proporrò portasse la firma anche di Jacopo Berti. La nostra proposta sottoscritta prevede risparmi per la Regione per un totale di 59 milioni di euro in cinque anni. L'impegno che mi prendo non è quello di cambiare lo status di un consigliere regionale, ma di tutti i consiglieri, presenti, passati e futuri. Agiremo infatti anche sui vitalizi, cambiando il metodo di calcolo dall'attuale retributivo al contributivo, come succede per tutti i lavoratori che vanno in pensione".

BERTI. "La Moretti non si è presentata - replica Berti - l'appuntamento per firmare il documento col quale si impegnava a ridursi lo stipendio e a rinunciare ai vitalizi, come facciamo noi 5 stelle da sempre, era alle 9.30 all'Hotel Crowne Plaza vicino al suo comitato elettorale di Limena. Ma nonostante il suo annuncio di aver accettato il nostro invito non si è presentata. Siamo andati direttamente nella sua sede, col documento da firmare in mano. Ebbene, neanche con tanto impegno siamo riusciti a farle mantenere la parola data. Alessandra Moretti si è rifiutata di firmare - conclude - dimostrando platealmente di non avere nessuna intenzione di tagliare i costi della politica. Tantomeno i suoi".

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