Emergenza Coronavirus, vertice dei sindaci in Provincia

Hanno chiesto un canale di comunicazione unico che coordini le notizie ufficiali per poi farle arrivare ai municipi. Ancora discussioni sull'interpretazione dell'ordinanza Speranza - Zaia

C’erano un centinaio di sindaci nella sede della Provincia di Padova presso la Cittadella alla Stanga. Un nuovo incontro, dopo quello di domenica scorsa, dove i primi cittadini si sono confrontati soprattutto su un tema, la veicolazione delle informazioni. Al Presidente Bui e la Prefetto Franceschelli hanno quindi chiesto di organizzare un unico canale ufficiale che veicoli le informazioni ai sindaci. «Non è possibile scoprire le cose dai media», hanno tuonato in diversi. Altra questione aperta è quella legata alla interpretazione dell’ordinanza Speranza - Zaia. I dubbi su cosa lasciare aperto e cosa far chiudere, c’è stato per moltissimi sindaci.

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C’è quindi voluta una circolare "interpretativa" inviata dalla Regione per chiarire alcuni punti che hanno creato qualche evidente fraintendimento. Chiudono le scuole, le palestre  e le chiese ma i bar e i ristoranti no? Una linea chiara e comune sul da farsi, questo si è chiesto. I prossimi giorni ci diranno se questo sarà ottenuto.

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E’ una sfilata di sindaci, manca però Giordani impegnato in giunta a Palazzo Moroni. La cosa curiosa è che nonostante si siano appena accordati per comunicare con una voce unica, quasi a richiamare le pratiche di comunicazione che sono del Paese da cui arriva il virus, la Cina, poi di fronte ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti tornano a ribadire le loro ragioni. E si capisce che non c’è una visione comune anche solo per la gestione di cose pratiche come far chiudere o meno una palestra. 

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Il Presidente Bui si è preso carico della prima necessità mentre sulla seconda, chi deve chiudere e chi no, ha ricordato che c’è un solo modo per regolarsi ed è attenersi agli atti ufficiali. Dopo una serie di domande e risposte il presidente della provincia dopo aver confermato che è molto probabile che i casi aumenteranno, ha polemizzato sul fatto che negli altri Paesi, a suo dire, o i controlli non vengono fatti o forse qualcuno sta nascondendo qualcosa. Un’affermazione che esce da quelli che sono i rituali della comunicazione istituzionale, magari non causerà un incidente diplomatico con Parigi o Berlino ma che al momento comunque non trovano riscontro nella realtà. Sarebbe il colmo che proprio al termine di un incontro che aveva tra i problemi proprio quello del contrasto alle fake news che tanti disagi provocano, si scivolasse su qualcosa di percepito, su un sentito dire. 

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