Esodati, Federcontribuenti: "Governo non può più dirsi tecnico"

La Federazione con sede a Padova interviene sulla vicenda dei pensionandi senza più pensione nè reddito da lavoro dipendente: "Intervengano le banche per garantire un reddito minimo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"Credo che dopo la vicenda esodati il governo Monti non possa più fregiarsi dell'aggettivo tecnico". A dirlo il vice presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella, che denuncia come la vicenda dei pensionandi senza più pensione nè reddito da lavoro dipendente sia una questione a rischio di gesti inconsulti da parte delle migliaia di persone che sono in un limbo senza stipendio nè assegno da parte dell'Inps.

"Stiamo patrocinando delle persone che rimangono anche sei o otto mesi senza reddito dopo l'interruzione del rapporto di lavoro - aggiunge Paccagnella - e stiamo parlando di persone che vanno normalmente in pensione. Non oso immaginare in che stato si trovino quei lavoratori che alla soglia della pensione, magari dipendenti di aziende che nel frattempo hanno chiuso, dopo aver usufruito dei cosiddetti "scivoli" si vedono aprire sotto i piedi un baratro. Crediamo che le banche in primis dovrebbero intervenire per istituire un "prestito d'onore" garantito dalla cassa depositi e prestiti per queste persone in maniera che abbiano subito della liquidità, che poi verrà scalata a interessi zero dalla pensione che verrà loro riconosciuta. L'alternativa è mettere sul lastrico una folla impressionante di migliaia di sessantenni. Credo che una persona che ha lavorato tutta la vita non meriti un trattamento del genere".

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