L'ex sindaco Settimo Gottardo: «L’uscita di Lorenzoni è la fine politica di questa giunta, ci ripensi»

«Ci si tornerà a posizionare attorno al Pd  con conseguente ridimensionamento di tutta quell’area che proprio lui andava a rappresentare. Che la candidatura in Regione se la prendano quelli del Pd o quelli dell’area del governo»

Ha in mano un libro, Resilienza di Sergio Astori. «Lo voglio regalare a Lorenzoni, vedi che gli sto pure scrivendo una dedica? Glielo farò avere tramite un amico comune, sono certo che apprezzerà». Come mai questo regalo? «La Resilienza è un modo di resistere alla caduta e di ricostruire. Lui è caduto in tentazione con la candidatura. Con un sussulto di resilienza rinunci e salvi Padova tornando a fare quello per cui è stato eletto». C’eravamo stati circa un anno fa, a trovare l’ex sindaco di Padova, Settimo Gottardo. Alla guida di Palazzo Moroni tra il 1982 e io 1987, un democristiano di vecchia data che ha sempre guardato con interesse ciò che accadeva alla sua sinistra, per lui evidentemente l’interlocutore naturale. Grande sostenitore della candidatura di Giordani, oggi è meno entusiasta di qualche tempo fa e ci spiega perché. Il nodo della questione, neanche a dirlo, è la candidatura di Arturo Lorenzoni alla Presidenza della Regione.

Regalo

«L’uscita di Lorenzoni è la fine politica di questa giunta, lasciamo stare il dato amministrativo, per un momento. Lorenzoni rappresentava un polo civico aperto a sinistra, con la sua uscita non c’è più la centralità civica. Ci si tornerà a posizionare attorno al Pd  con conseguente ridimensionamento di tutta quell’area che proprio lui andava a rappresentare. Che la candidatura in Regione se la prendano quelli del Pd o quelli dell’area del governo». Fa l’esempio di Achille Variati, gli facciamo però notare che proprio il sottosegretario ed ex sindaco di Vicenza da noi intervistato, ha speso bellissime parole per Lorenzoni affermando che è lui l'uomo giusto: «Si elogia sempre il diavolo per tenerlo lontano, per esorcizzarlo. Ma lui sarebbe un'ottima figura da spendere».

Delusione

E' deluso dalla maggioranza che ha appoggiato in città? «Inutile dire cosa mi ha deluso ma voglio fare un esempio semplice che può essere chiaro per tutti. In campagna elettorale si parlava di economy street, dare licenze per i negozi di quartiere di ogni sorta, non solo alimentari. L’economia di vicinanza è anche presidio delle via. Sostituire a questo i supermercati che diventano così gli unici luoghi di socialità, che ruota attorno al consumismo, mi fa inorridire. E non venitemi a raccontare che non si poteva fare altrimenti, abbiamo davvero bisogno di tutti questi supermercati? Io sono a favore di questa amministrazione ma temo per gli errori che si stanno facendo. E se Giordani pensa davvero che senza Lorenzoni per lui sarà più semplice vuol dire che è anche mal consigliato, perché non si rende conto di cosa questo vorrà dire anche per lui e la sua maggioranza». 

Zaia

Guardando alla Regione, invece, un’alternativa a Zaia comunque non pare esserci davvero. «Questo che rischia di diventare un pessimo alibi avrà immediate ripercussioni, negative, anche sulla giunta patavina ma alla lunga sarà un problema anche per Zaia. Nessuno scommetterebbe mai che la Lega possa perdere e che Zaia non sarà confermato sopra il 50%. Mi pare evidente, non è una profezia, è una constatazione. Questo avviene perché non c’è un’alternativa. Ma questo cosa comporterà? Quando si mina la minoranza e si ha una super maggioranza, è inevitabile che la prima si riorganizzi. La conquista unisce, la gestione divide. Questo vale sia esternamente che internamente alla Lega. E questo per loro potrebbe essere un grande problema. Sarà proprio la Lega per ritardare la crisi interna che dovrà per forza  lanciare un salvagente all’opposizione umiliata. Per sopravvivere, ma questo sarà un problema di lungimiranza».

Rizzuto, Salvini e il candidato civico

Prima di andarcene ci vogliamo togliere una curiosità. Nei corridoi del Bo se ne parla e anche in città, ma poi a domanda diretta le bocche si cuciono come per magia. Ci riferiamo ai manifesti in tutta la città che invitano a donare il 5x1000 all'Università di Padova, dove campeggia la figura del Rettore, Rosario Rizzuto. Una stranezza che molti in Università non hanno appunto apprezzato e che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno. Prende in mano il quotidiano Il Foglio di qualche giorno fa e legge ad alta voce un virgolettato del leader leghista Matteo Salvini: «Ho parlato con il candidato che batterà Virgina Raggi. Sarà un’arma civica, non un politico e neppure un leghista. Un candidato della società civile, lo definisce Salvini. Si riferiva a Roma ma il discorso vale per tutte le città che vuole conquistare». 

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