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Famiglie arcobaleno: Padova e il primato dell'immediato riconoscimento di entrambi i genitori. La storia di Barbara e Sabrina

Si registrano e riconoscono i figli di due mamme e due papà. Nel documento dei piccoli appare il nome di entrambi i genitori per garantirgli il diritto costituzionale di avere una famiglia

Senza passare per un tribunale, iter laborioso e lungo, a Padova si registrano e riconoscono i figli di due mamme e due papà. Nel documento dei piccoli, quindi, appare il nome di entrambi i genitori. Un passaggio non scontato che tutela fin dal primo momento il bambino. Iscrivere entrambi come genitori per garantire al minore il diritto costituzionale di avere una famiglia. 

Sabrina e Barbara

Racconta Sabrina, regolarmente coniugata con Barbara, che era molto preoccupata dalle pratiche burocratiche. Aveva paura sarebbe stato un problema ci fosse il riconoscimento di entrambe le madri. «Mio figlio ha sette mesi, è nato a Padova. E’ nato prematuro di qualche settimana, ci pensi in quei momenti, hai paura che se succede qualcosa a te, tuo figlio venga vista come un orfano, non come uno che ha comunque un altro genitore. Per fortuna è andato tutto bene». Poi al momento della registrazione? Avete avuto problemi a far riconoscere i diritti di entrambi i genitori? «Noi siamo unite civilmente da gennaio 2018, ci siamo sposate che io ero incinta, a Padova. Abbiamo registrato nostro figlio come figlio di entrambe. Una sorpresa bellissima, quanto mi spaventava la burocrazia in questo senso. Invece…».

Padova, famiglia

Nel nord America, di solito si rivolgono per la “gestazione per altri”, le coppie di maschi. In California e Canada, prevalentemente. Le donne invece, generalmente, vanno in Spagna perché l’accesso alla fecondazione eterologa per cittadini stranieri, è permessa. E’ anche il caso di Sabrina. «Sono rimasta incinta attraverso il trattamento di procreazione assistita in Spagna. Ho partorito anche un po’ in anticipo e ho registrato mio figlio all’anagrafe. Temevamo un rifiuto, ci ha assistito da Rete Lenford, cui intervento poi non è stato necessario. C’è chi si impegna affinché questi diritti siano garantiti dappertutto, comunque, questo è molto importante». Quale passaggio secondo voi ha certificato che voi due avevate gli stessi diritti? «Il progetto genitoriale condiviso. In comune infatti non abbiamo nessun problema, prima di noi c’è stato almeno un altro caso, in cui l’esito è stato lo stesso. E di sicuro ce ne stati dopo». Quindi è stato tutto semplice? «Nessun ostruzionismo, una volta protocollata la dichiarazione è stato tutto veloce ed automatico. Siamo entrambi genitori, nell’atto di nascita». E di chi porta il cognome, vostro figlio? «Ha il cognome di entrambe, ma questa è stata una scelta nostra. Mi hanno rilasciato subito l’estratto dell’atto di nascita e ufficialmente siamo state riconosciute come madri di nostro figlio immediatamente».

Radicali - Più Europa

A queste coppie che sono sposate all’estero o che hanno contratto l’unione civile in Italia e hanno un bambino, il comune riconosce la genitorialità di tutti e due, sia coppie di mamme che coppie di papà.  Ce ne sono cinque, di casi così a Padova. I “Radicali Più Europa”, in particolare nella figura di Alberto Ruggin, fa i «complimenti alla scelta dell’amministrazione di Padova, che dimostra che questa è ancora la capitale dei diritti, almeno per Nord Est. Non si fanno discriminazioni tra bambini di serie A e di serie B. I bambini devono avere le stesse tutele. E bisogna avere il coraggio di affermare che i diritti sono uguali, per tutti». Però una piccola critica c’è, all’amministrazione, nonostante gli elogi di buona pratica: «E’ tutto secondo la legge, mostrare che questa è una città che vive nel suo tempo, che è una città ideale per le famiglie arcobaleno, può fare solo bene». Poi conclude: «La paura è la vittoria degli omofobi».

Arci Gay

Sollecitiamo sull’argomento anche Mattia Galdiolo presidente Arci Gay Padova: «Va sottolineato che un riconoscimento come quello che fa il comune di Padova è ancora più importante. Vede nell’essere genitore di due persone dello stesso sesso, se hanno in comune un progetto di famiglia insieme, un nucleo con gli stessi diritti di tutte le altre famiglie». Cosa invece andrebbe corretto, a livello generale: «Quello che si è fatto fino ad ora, quello di ricorrere al tribunale per vedersi riconosciuta un’adozione “ex post”, per prima cosa non tutela il bambino. Questo a Padova non accade ma in altre realtà purtroppo, ancora sì».

L'ass. Francesca Benciolini

Abbiamo così chiesto all’assessora Francesca Benciolini, che ha la delega ai servizi demografici, come funziona l’iter nella nostra città: «Quello che fa il comune di Padova è iscrivere all’anagrafe il bambino o la bambina riconoscendo la genitorialità delle due persone che se ne prendono l'impegno. Nel caso  di due donne, entrambe, con questa iscrizione vengono riconosciute madri: quella naturale e quella sociale. È una iscrizione che il nostro Ufficiale di Stato Civile registra e che come amministrazione condividiamo pienamente». Il Comune di Padova riconosce le famiglie per quello che sono, riconoscendo questo impegno nel momento in cui viene manifestato dai cittadini. Questo va in controtendenza rispetto alla politica nazionale che cerca di rincorrere i peggiori istinti del Paese che negano e rifiutano alcuni sacrosanti diritti. Fondamentali, non tanto per le coppie omosessuali ma per i loro figli. E’ questo quindi il punto? «Quando uno è genitore è genitore. Quando due persone sottoscrivono l’impegno di esserlo, cosa che viene esplicitamente richiesta nel momento in cui ci si sottopone alla fecondazione artificiale eterologa, cosa non possibile in Italia ma all'estero sì, esprimono una assunzione di responsabilità nei confronti del nascituro. Prima di fare l'eterologa devono sottoscrivere la volontà di essere genitore e la responsabilità che si prendono, c'è un atto sottoscritto. Ricordiamo che il diritto da preservare è sempre quello del bambino o della bambina. Se ci sono quindi, due genitori che dichiarano consapevolmente che quello è loro figlio e lo riconoscono, come si fa dire che non è vero?». Quindi al centro c’è il bambino: «Deve essere salvaguardato, come dice anche il regolamento europeo e come sancisce la dichiarazione sui diritti dei minori, il miglior interesse del bambino. Questo principio deve essere sempre il riferimento da seguire. A Padova si registra un atto unico alla presenza di entrambe i genitori». Tenete un profilo un po’ basso come amministrazione, su questa questione: «Padova rispettando la legge, ritiene che non ci siano bambini di serie A e di serie B. Certe cose, come garantire i diritti bisogna farle, non servono i proclami».

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