25 aprile, Bui: «Fondamento sul quale poggia il nostro impegno quotidiano»

Lettera aperta del presidente della Provincia di Padova in occasione della festa della Liberazione: «La Resistenza non è stata un romanzo.»

Fabio Bui

Riceviamo e pubblichiamo da Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova:

"Il XXV Aprile rappresenta il momento della nascita del nostro Stato libero e democratico e continua ad essere, ancora oggi, un punto di riferimento centrale, il fondamento sul quale poggia il nostro impegno quotidiano per dare significato concreto al nostro essere una comunità nazionale, unita non solo da un’appartenenza culturale, storica e geografica, ma anche dalla condivisione di alcuni valori precisi e non negoziabili e di un sistema di regole (quello messo a punto nella Costituzione) che ci vincolano reciprocamente, come membri di una società solidale, a vivere nella dimensione pubblica una speranza collettiva di coesione e giustizia. Resistenza e la guerra di Liberazione sono stati la dimostrazione che uomini e donne possono superare il pessimismo ed il cinismo della ragione che si fa rassegnazione, se si sentono chiamati a battersi per il bene sociale, se partecipano con passione, se credono in una giustizia che regola la convivenza, garantendo dignità della persona, uguaglianza e rispetto della libertà. La Resistenza non è stata un romanzo. È stata una straordinaria vicenda di vite dedicate con speranza, coraggio ed altruismo all’affermazione di ideali altissimi ed è per questo che non dovrebbe essere difficile raccontarla a chi non vi ha partecipato e fare sentire i giovani parte di quella vicenda, senza avere timore di ripetere parole che non possono diventare vuote e retoriche se trovano corrispondenza nei nostri comportamenti di ogni giorno. C’è bisogno di nuove e continue dimostrazioni affinché ciò che nell’impegno nei partiti e nelle istituzioni viene dato alla politica non venga sottratto alla morale, che amministrare la cosa pubblica con senso pratico non significa farlo senza principi, che non si può chiedere il rispetto delle regole ai cittadini, se non si è portatori di esempio personale. C’è bisogno di ritornare a vivere la politica come il momento in cui si diventa responsabili delle proprie scelte, non nei confronti di se stessi, del proprio consenso, ma soprattutto nei confronti degli altri. La politica, oggi come allora, è chiamata ad interpretare le grandi questioni e ad affrontare i problemi che in ogni epoca si presentano ad ogni società, ancor più nella difficile attualità che viviamo: come ricercare e realizzare la giustizia sociale; come associare etica, responsabilità e aspirazioni; come mettere in relazione e far dialogare le diverse identità e culture. Il metro con cui si misura il valore e l’importanza di un sacrificio è l’utilità che ne deriva al bene comune, una categoria continuamente evocata ma troppo spesso disattesa, anche nella politica. Da allora, sono almeno tre le generazioni che si sono susseguite e ciò che le tiene unite più profondamente sono i valori comuni della democrazia, della giustizia sociale e della pace: è questo il filo che ci lega e che deve rimanere sempre ben teso e mai cedere, né di fronte al qualunquismo e all’individualismo esasperato, né tantomeno a corruzione e illegalità, e ancor meno, naturalmente, alle espressioni neofasciste, antisemite e xenofobe. Ai giovani dobbiamo consegnare la memoria che si fa viva e vitale con il nostro esempio di persone che sanno vivere contenuti e ideali con spiriti critici e menti libere. Solo così, i valori della Resistenza e della Liberazione si estenderanno nel futuro. Viva i 102 Comuni della Provincia di Padova, viva l’Italia. Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova".

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