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Caso-Fiera, Bitonci all'attacco di Giordani e Zilio: "Situazione imbarazzante e pericolosa"

Il parlamentare leghista accusa: "Il sindaco si è accordato senza l'autorizzazione del consiglio comunale, mentre cosa vuole fare ora il presidente della Camera di Commercio?"

Una conferenza stampa urgente, convocata dai consiglieri comunali della Lega. E un atto di accusa ben preciso, lanciato da Massimo Bitonci. Destinatari: il sindaco di Padova, Sergio Giordani, e il presidente della Camera di Commercio di Padova, Fernando Zilio. Ordine del giorno: la Fiera e la sua gestione. Giunta, secondo lo stesso parlamentare, ad un "punto di non ritorno".

"Accordo che potrebbe prefigurare un reato"

Questo quanto dichiarato da Massimo Bitonci nel corso della lunga conferenza stampa: "Abbiamo convocato una conferenza stampa urgente perché a breve ci sarà un'evoluzione relativa alla situazione della Fiera di Padova con tanto di dichiarazioni degli attuali gestori. Una situazione che sta diventando a dir poco imbarazzante ma anche pericolosa. Io voglio rivolgere alcune domande all'amministrazione comunale essendo anche venuto a conoscenza di particolari imbarazzanti. In primis vorrei sapere se ci sono accordi tra l'amministrazione comunale e la provincia con i gestori del polo fieristico. Qualora ci fossero, e siamo convinti e certi che ci siano, vogliamo capire perché il signor sindaco ha posto la sua firma su un accordo tra le parti senza avere l'autorizzazione da parte del consiglio comunale e della giunta nonché all'interno di quale cornice giuridica ha siglato questo accordo. In consiglio comunale si è parlato di riservatezza, ma ricordo al signor sindaco che nelle pubbliche amministrazioni non si può operare in 'riservatezza' e che eventuali accordi devono essere fatti seguendo determinate cornici giuridiche, come per l'ospedale. Secondo noi dunque non c'è solo un vuoto a carattere normativo, ma anche un vero e proprio problema di abuso di potere che potrebbe anche prefigurare un reato perché quando si fanno determinate cose bisogna avere i poteri adatti per poter prendere accordi per conto dell'amministrazione comunale, fossero anch'essi di carattere economico perché bisogna avere delle coperture. Trovo davvero incredibile tutto ciò. Poi passerò la parola anche a Ubaldo Lonardi, che non abbiamo capito se sia ancora consigliere all'interno del cda della Fiera visto che la quota dei soci pubblici è stata ridotta al lumicino e anche in questo caso vorremmo capire se ci sono eventuali responsabilità in sede di corte dei conti in base anche al contenzioso coi francesi e con la fiera di Verona. C'è un momento in cui le amministrazioni non hanno voluto fare l'aumento di capitale, perdendo così quel valore intrinseco che adesso sta emergendo".

"Grave contraccolpo per la città"

Bitonci prosegue così il suo atto di accusa: "Il secondo tema riguarda la Camera di Commercio e del ruolo delle altre associazioni di categoria nonché del presidente Fernando Zilio, il quanto c'è un accordo preso da Zilio il 27 luglio 2017 nel quale si prende diversi impegni tra cui il tema del parco tecnologico e di Geo, a capo dell'ente fieristico. Si parlava di risorse (quattro milioni, ndr) che sarebbero state messe a disposizione della Fiera e dei loro gestori, e quindi vogliamo capire perché Zilio ha cambiato idea e perché non esista più questo impegno. Cosa vogliono fare Zilio e le categorie economiche ora che siamo al punto di non ritorno? Se sentite Geo, l'avvocato Olivi o la proprietà vi diranno che la situazione è veramente drammatica. E ciò che è ancora più brutto è vedere che il budget del 2018 con l'eventuale intervento dei soci pubblici porterebbe per la prima volta dopo tanti anni a un utile, con un fatturato che è passato per la prima volta da 6.7 milioni nel 2016 a un consuntivo di più di 13 milioni di euro nel 2017. Non capiamo perché si voglia arrivare alla chiusura e all'eliminazione del progetto fieristico a Padova. La mancanza di comunicazione da parte dell'amministrazione ai consiglieri comunali è davvero pazzesca, anche nell'ultima interrogazione la risposta del sindaco è stata imbarazzante senza alcun dato e senza ammettere che un accordo scritto ci sarebbe.Le amministrazioni pubbliche parlano attraverso atti, e non tramite preliminari. E per la città di Padova il contraccolpo rischia di essere grave, perché un eventuale chiusura dell'ente fieristico avrebbe una ricaduta di almeno dieci volte superiore perché ogni volta che c'è una fiera importante gli alberghi sono tutti esaurit e il fatturato della città è addirittura superiore a quello dello stesso ente fieristico. Stiamo preparando un esposto? Decideremo quando avremo un pezzo di carta, visto che non si può negare a un parlamentare la documentazione che chiederò a Geo se non c'è niente da nascondere..."

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