Filt Cgil Padova: "Proclamato lo stato di agitazione del personale di Busitalia"

Andrea Rizzo, Segretario Provinciale Filt Cgil: «Lo stato di agitazione è un atto di responsabilità. La salute è una cosa seria: Busitalia, non può scaricare confusamente sulle spalle dei lavoratori il compito di far rispettare i provvedimenti del Governo»

«Così le cose non vanno: Busitalia e le Istituzioni locali devono decidere di affrontare seriamente tutte le problematiche relative al rispetto delle linee guida per il contenimento della pandemia contenute nell'ultimo DPCM varato dal Governo. Non possono pensare che siano i lavoratori a farle rispettare. Non spetta agli autisti, per esempio, controllare che tutti portino le mascherine e mantengano le distanze tra loro. Gli autisti devono pensare a guidare». È netto Andrea Rizzo della Segreteria Provinciale della Filt Cgil Padova nel commentare la decisione dei lavoratori di proclamare lo Stato di Agitazione dopo aver registrato il nulla di fatto, dopo vari incontri infruttuosi anche per altre problematiche, con i vertici di Busitalia.

Dpcm

«Praticamente – prosegue il sindacalista della Cgil – per quel che riguarda, in particolare, il rispetto delle norme Dpcm su Covid-19, sulle corse in orario scolastico e sulle corse bis, il rischio di mancato rispetto delle leggi è più che reale: dalla mancata garanzia del distanziamento su alcune corse scolastiche (soprattutto quelle nelle fasce orarie 7.00-8.30 e 12.00-14.00), alle problematiche sul contenimento degli utenti e sul rispetto delle norme del Dpcm sul Tram. Abbiamo chiesto più volte che il posto guida dell'autista sia completamente isolato e ancora non abbiamo ottenuto risposta e questa cosa la troviamo veramente incredibile. Ma è mai possibile che uno per lavorare deve mettere a rischio la sua salute e quella dei suoi familiari? E sì che sembrava chiaro a tutti che sui trasporti pubblici ci stavamo giocando una partita molto importante per garantire la salute di tutti».

Contratto

«Oltre a questo – conclude Andrea Rizzo – ci sono anche delle problematiche contrattuali, pure loro in discussione infruttuosamente da tempo, che vanno risolte una volta per tutte: da alcuni ritardi, ormai cronici, relativi a certi pagamenti contrattuali, alle mancate indennità per gli autisti dei mezzi autosnodati e il tram, fino alla mancata equità nella distribuzione dei turni che con la situazione attuale si è ulteriormente aggravata. Ricordiamo a Busitalia che nel contratto nazionale c'è scritto nero su bianco che l'assegnazione dei turni deve essere fatta su base mensile e non, come accade da qualche tempo, su base settimanale o addirittura giornaliera. Proprio quest'ultima questione è emblematica dell'incapacità organizzativa che regna in Busitalia davanti alla quale abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione. E se per far rispettare le regole saremo costretti a tenere i mezzi fermi, lo faremo. Non che ci piaccia come soluzione ma non siamo neanche disposti a vederli riempirsi come scatole di sardine senza fare niente. A Busitalia si regolino».

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