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Firme irregolari elezioni regionali Sette politici padovani a giudizio

Processo a gennaio per fatti del 2010. Sostennero candidatura di Caratossidis, già leader di Forza Nuova. Tra loro l'assessore comunale di Padova Grigoletto, gli ex assessori provinciali Fecchio e Pavanetto

Nel 2010 avrebbero autenticato delle firme risultate irregolari per garantire alle elezioni regionali la candidatura a governatore di Paolo Caratossidis, già leader di Forza Nuova. Il prossimo 13 gennaio si terrà la prima udienza del processo che vede imputati ben sette politici padovani.

I NOMI. Tra i rinviati a giudizio dal giudice dell'udienza preliminare Margherita Brunello per la violazione della legge 361 del 1957 per le elezioni alla Camera dei Deputati e nei Consigli regionali, l'assessore al Bilancio e alla Mobilità del comune di Padova Stefano Grigoletto, assieme ad altri esponenti di centrodestra: Mauro Fecchio, già assessore della provincia di Padova e sindaco di Correzzola; Enrico Pavanetto, ex assessore provinciale; Vittorio Aliprandi, già consigliere comunale e deputato alla Camera con la Lega Nord nel 1994; Luisella Rettore, ex presidente di quartiere; Mauro Spigarolo e Gianfranco Vezzaro.

LE INDAGINI. Nell'estate del 2013 la Digos passò al setaccio le firme raccolte in campagna elettorale tra l'ottobre 2009 e il febbraio 2010, parte delle quali sarebbero state irregolari. Sul tavolo del pubblico ministero euganeo Marco Peraro arrivò un fascicolo contenente poco più di un centinaio di firme, 34 delle quali di persone che non sapevano di aver apposto il loro nominativo sui moduli. Per autenticare le firme e per il ruolo di pubblico ufficiale necessario in questi casi erano stati chiamati i sette esponenti politici poi indagati. Secondo l'accusa, non avrebbero svolto le verifiche necessarie.

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