Giordani al Governo: «Vanno coinvolte le amministrazioni per supportare sistema economico»

Il sindaco Sergio Giordani e l’assessore al commercio Antonio Bressa in audizione presso la X Commissione della Camera sul supporto e rilancio del commercio colpito dall’emergenza Covid

«La ripresa del settore commerciale del trimestre giugno-agosto 2020 rischia di essere vanificata dalle nuove misure di contrasto alla diffusione del Covid 19. Tale settore ha per i Comuni una rilevanza non solo economica, ma strettamente connessa alla dimensione sociale ed urbanistica delle città. Per questo le Amministrazioni vanno coinvolte da subito dalla definizione delle politiche di supporto per gli operatori economici più duramente colpiti dalle chiusure. Tanto più che molte misure riguardano l’esenzione da canoni e tributi comunali che, se non calibrate rischiano di mettere in grande crisi i bilanci degli enti». Sono le parole del Sindaco Sergio Giordani, delegato alle Attività produttive e all’innovazione tecnologica di ANCI nell’ audizione presso la X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera sul rilancio del commercio alla luce della crisi causata dall’emergenza Covid 19 che si è tenuta oggi pomeriggio in modalità on line.

Audizione

All’audizione accanto al sindaco Giordani ha partecipato anche l’assessore al commercio e alle attività produttive Antonio Bressa.Ecco in sintesi le misure di maggiore interesse comunale che, a parere dell’ANCI, vanno previste a supporto dei settori del commercio e della ristorazione e che sono oggi state illustrate dal sindaco Sergio Giordani e dall’ assessore alle attività produttive e commercio Antonio Bressa, relativamente alla fase di conversione in Legge del DL n. 137 del 28 ottobre 2020: 

- individuare il reale orizzonte temporale di vigenza delle misure di esenzione ivi previste, in primis quella relativa all’IMU, per verificare l’eventuale necessità di prorogarle almeno per la prima metà del 2021

- inserire, fra le attività beneficiarie dei contributi, le attività artigianali quali pizzerie, rosticcerie, pasticcerie e gelaterie, attualmente escluse.

- prorogare, rispetto all’attuale scadenza del 30 giugno 2021, la possibilità di concedere aiuti alle imprese in difficoltà anche da parte dei Comuni

- prevedere per tutto il 2021 l’esenzione dal versamento di TOSAP e COSAP per gli esercizi di somministrazione e per le imprese operanti nel settore del commercio su aree pubbliche individuando il corrispettivo ristoro ai Comuni per le minori entrate

- ristorare i Comuni anche per le perdite di gettito dovute ad autonome determinazioni degli enti locali soprattutto nei casi in cui non è stato definito alcuno schema nazionale di agevolazione. È il caso della Tari, sulla quale è evidente l’esigenza di una congrua riduzione del prelievo gravante sulle attività economiche più colpite dalla crisi (in particolare quelle sottoposte a chiusura obbligatoria), sulla base di interventi che sono di fatto demandati ai Comuni. Un caso analogo riguarda l’imposta di pubblicità, nel cui ambito, a fronte delle rilevanti riduzioni della pubblicità su strada, le quote fisse dovute per le concessioni di impianti non sono state ridotte per norma nazionale e possono dar luogo ad un ben giustificato intervento locale, almeno per la seconda parte del 2020. Più in generale, appare necessario che le riduzioni ragionevolmente connesse alle condizioni di crisi indotte dall’emergenza siano pienamente riconosciute

- garantire per tutto il 2021 la possibilità di mantenere l’ampliamento delle aree di occupazione dei dehors, per gli esercizi di somministrazione

- costruire un intervento normativo sul tema degli affitti per gli immobili utilizzati ad uso produttivo e commerciale che possa consentire, anche favorendo rinegoziazioni o stralci consensuali dei contratti, il ristoro sia per gli affittuari che per i proprietari degli immobili. Nel caso l’immobile sia di proprietà pubblica, si può immaginare di prevedere un’esenzione parziale dell’affitto con contestuale misura di ristoro per l’ente proprietario

- attivare al più presto, tramite l’emanazione dello specifico decreto di riparto da parte del Ministro dell’Interno, i contributi per la riapertura e l’ampliamento degli esercizi commerciali previsti dall’art. 30-ter del DL 30 aprile 2019, n. 34 (Decreto crescita), ampliando contestualmente la dotazione del fondo per allargare la platea dei beneficiari anche ai Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti.

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