Giordani sul nuovo Dpcm: «Serve sostegno di Governo e Regione per le categorie penalizzate»

«Come Sindaco non posso che appellarmi con forza al Governo e alla Regione perché siano trovate forme di sostegno rapide e accessibili per le categorie che vengono penalizzate da misure volte alla tutela della salute pubblica»

Nuovo Dpcm, ecco la reazione del Sindaco Giordani alla lettura del nuovo testo: «Se da un lato è necessario che tutti rispettiamo le norme, comprendendo che rientrano in una strategia che mira a evitare una nuova chiusura generalizzata e immagino siano state varate sulla base del parere di esperti, medici e scienziati, dall’altro come Sindaco non posso che appellarmi con forza al Governo e alla Regione perché siano trovate forme di sostegno rapide e accessibili per le categorie che vengono penalizzate da misure volte alla tutela della salute pubblica».

Ristorazione

«Il settore della ristorazione e della somministrazione - spiega Giordani - è uno dei pilastri delle economia delle città d’arte come Padova. Vanno nella direzione giusta i provvedimenti già adottati da Roma per calmierare gli effetti della chiusura primaverile e della conseguente minore attività dei mesi successivi e anche come amministrazione abbiamo fatto molto sia con sgravi fiscali sia nel costruire un contesto di ripartenza in sicurezza che potesse sorreggere anche la ripresa di queste attività oltre che di tutto l’indotto cittadino».

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«Penso che ora dall’Esecutivo - conclude il Sindaco - serva uno sforzo in più, i settori che subiranno limitazioni da qua in avanti devono prevedere contestualmente indennizzi e sostegni, perché diversamente avremo vaste fette di persone che entrano in una seria sofferenza finanziaria e come enti locali non disponiamo di risorse per alleviare queste situazioni. Anche il mondo dello spettacolo e dei lavoratori dello spettacolo è in crisi e ne risentono soprattutto le città come Padova che per la loro natura hanno un tessuto di settore ricco e variegato. Anche qui di intesa coi Sindaci il Governo dovrebbe collaborare col territorio per trovare modalità mirate di intervento che oltrepassata la fase critica consentano alle comunità locali di non vedere dilapidato un patrimonio di competenze e attività costruito in anni di lavoro».

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