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Giordani e la piaga della droga tra i giovani: «Tavolo urgente tra tutti i soggetti istituzionalmente competenti»

«Smettiamola - ha dichiarato il primo cittadino - di parlarne solo per produrre polemiche quotidiane tra partiti e gridare a “l’uomo nero”, ma uniamoci tutti in uno sforzo di comprensione e prevenzione»

I giovani e la droga. Una questione irrisolta e che nessuna misura fino a oggi è riuscita ad arginare. Quello che preoccupa di più in questo determinato momento sono l'uso che molti giovanissimi fanno dell'eroina, convinti che assumendola per inalazione non dia assuefazione e dipendenza, nulla di più sbagliato, e l'uso disinvolto di sostanze in generale. L'amministrazione comunale di Padova ha voluto così fare una proposta per un tavolo urgente tra tutti i soggetti istituzionalmente competenti per affrontare il tema in maniera specifica. A chiederla è il sindaco Sergio Giordani e l'assessora al sociale, Marta Nalin. 

Giordani 

Il sindaco Giordani ha fatto una premessa che non ha bisogno di interpretazioni, a chi si riferisce è chiaro: «Il consumo di droga, come in tutto il Veneto, anche a Padova è una cosa serissima e da combattere con urgenza – sottolinea il sindaco Sergio Giordani – Smettiamola di parlarne solo per produrre polemichette quotidiane tra partiti e gridare a “l’uomo nero”, ma uniamoci tutti in uno sforzo di comprensione e prevenzione perché diversamente tanti giovanissimi, padovanissimi, imboccheranno strade senza uscita. Inutile fare la gara a fare un po’ di casino pubblicando sui social immagini di ragazzotti di origne straniera seduti sui muretti (ultimo anello di una ben più complessa catena criminale) quando contemporaneamente non si parla o non si parla abbastanza del fatto che i minorenni italiani in tutto il territorio veneto tornano a fumare eroina o nuove sostanze ancora più pericolose. Io non ci sto a ridurre il tutto agli schiaffoni tra fazioni politiche per prendere voti: è tempo di agire, meglio se insieme, e cercare soluzioni possibili. Io non ho accuse da muovere o indici da puntare, anzi ho solo ringraziamenti da fare per il lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni, il mio invito semmai è a fare sempre di più». 

Tavolo

Ed ecco la proposta che fa il sindaco di Padova, Sergio Giordani: «Per questa ragione ho già chiesto al Prefetto di Padova la disponibilità a convocare sotto il suo autorevole coordinamento un tavolo urgente tra tutti i soggetti istituzionalmente competenti per affrontare il tema in maniera specifica e non c’è dubbio che appena avremo un nuovo Ministro dell’Interno tornerò a sollecitarlo come ho fatto con gli altri perché investano sempre più sul nostro territorio in uomini e mezzi. Da parte mia credo sia tempo di prendere atto con fatti concreti che quello del consumo è un fenomeno complesso e che vive in tanti aspetti della società, inutile pensare di risolverlo solo con la repressione: vanno capite e colpite nel profondo le ragioni del disagio. Informazione, prevenzione, riduzione del danno sono tutte frontiere di azione non rinunciabili e per questo ho già dato disposizione alla ragioneria per trovare tutte le risorse che si renderanno necessarie per progetti e campagne che vanno in questa direzione. Allo stesso tempo dico con amicizia a Zaia che serve anche l’aiuto della Regione e che i finanziamenti alle Ulss è bene siano rimpinguati su queste tematiche, data l’emergenza. Se togliamo anche solo un ragazzo dalla strada della droga vinciamo, questa è l’unica cosa che mi interessa. Il mio è un appello alle mamme e ai papà, alle associazioni giovanili e studentesche, sportive, alle parrocchie e tutti quelli che possono dare una mano: lavoriamo assieme perché Padova diventi una comunità che non si accontenta di parlare superficialmente di una piaga così insidiosa, ma sceglie di andare in profondità e sperimentare pratiche innovative ed efficaci».

Nalin

Naturalmente sulla questione è intervenuta anche l'assessora al sociale, Marta Nalin: «L’uso e l’abuso di sostanze sono un problema vecchio, che si fa però sempre più allarmante perché tocca fasce di popolazione sempre più giovani, arrivando fino ai giovanissimi – ribadisce l’assessora al Sociale, Marta Nalin – Vogliamo collaborare con tutte le Istituzioni per individuare soluzioni che non siano solo un palliativo o, peggio, azioni di facciata che non risolvono i problemi veri delle persone. Negli anni però è stato dimostrato come sia fallimentare l’approccio esclusivamente repressivo nell’individuare soluzioni. Non si fa altro che spostare il problema da un’altra parte rendendolo meno visibile, complicando ulteriormente le possibilità di affrontarlo. Per questo stiamo lavorando da tempo con il Serd e altri soggetti per raccogliere dati e mettere in campo azioni volte alla riduzione del danno, nel tentativo di agire sia dove il problema esiste già, sia svolgendo una funzione di informazione e comunicazione per prevenirlo. Serve innanzitutto conoscere le dinamiche in cui si opera, scavare a fondo e lavorare per rimuovere le cause principali che spingono i nostri ragazzi, e non solo, a fare uso di sostanze stupefacenti. Solo aumentando il livello di benessere, costruendo una comunità forte e coesa e organizzando sinergie tra istituzioni e cittadini possiamo pensare di affrontare il problema. Ci stiamo investendo, continueremo a farlo».

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