Giordani perentorio: «Si resti a casa il più possibile, unico modo per fermare il contagio»

Il sindaco torna sulla necessità di osservare le direttive e si rivolge soprattutto ai ragazzi: «Questi giovanissimi devono modificare radicalmente e subito le loro abitudini di vita»

Il sindaco Sergio Giordani torna a raccomandarsi ai cittadini padovani ricordando di osservare quelle che sono le direttive dell'ordinanza: «La grande maggioranza dei padovani sta agendo consapevole dei rischi, grandi, che corriamo tutti e quindi si comporta di conseguenza. Li ringrazio. Tuttavia non mancano le segnalazione di atti di sottovalutazione non accettabili, perché egoistici e privi di senso civico. Se il Governo è arrivato a varare in tutta Italia le misure di emergenza più stringenti dal dopoguerra tutti, ma proprio tutti, devono capire che non siamo davanti a un gioco».

Lavoro

«Per decine di migliaia di padovane e padovani che ogni giorno devono recarsi al lavoro senza alternative possibili per mandare avanti i servizi e le attività (li ringrazio tutti di cuore per l’impegno), altrettanti non rientrano in questa categoria e le misure che li riguardano prevedono che si evitino per quanto possibile spostamenti, assembramenti, che si resti in casa il più possibile. Questo è quello che si chiede loro per aiutare la comunità, con senso del dovere per salvare vite e per tutelare la loro stessa salute e quella dei loro cari: proteggersi e proteggerci evitando inutili spostamenti. Ora, se gli ospedali e le terapie intensive degli ospedali veneti, compresi quelli di Padova, non sono, momentaneamente, arrivate al limite, come ad esempio in Lombardia, questo non è un privilegio che ci cade dal cielo su cui cullarci, ma significa che stiamo guadagnando tempo prezioso sull’epidemia per contenerla e che dobbiamo quindi essere doppiamente responsabili».

Responsabili

«Doppiamente responsabili, non pensare che a noi non capiterà mai, perché come ci insegna la vicenda di questo virus se non siamo attentissimi e compatti potremmo trovarci in una condizione molto grave che mette a rischio le vite in pochi giorni, non tra sei mesi. Non sprechiamo il tempo che ci è concesso, frutto dello sforzo di medici e infermieri eroi e delle scelte tempestive delle autorità sanitarie: rispettiamo alla lettera le prescrizioni o sarà peggio per noi e per le persone a cui vogliamo bene».

Giovani state a casa

«Ci sono troppi giovanissimi, ragazzine e ragazzini in età scolare, che si assembrano il giorno e anche la sera, non va bene. I genitori ci devono aiutare, vi chiedo di capire che se le scuole sono sospese è per contenere il contagio. Questi giovanissimi devono anche loro modificare radicalmente e subito le loro abitudini di vita e subito. Così come alle giovani e giovani ragazze, studenti delle superiori, universitari dico: grazie per l’attenzione che mettete, è decisivo che anche voi limitiate gli spostamenti fisici al massimo dandoci così un aiuto decisivo. Con le vostre attenzioni, lo ripeto, salvate vite, aiutate a non far finire in ospedale i vostri nonni, i vostri genitori e proteggete anche voi stessi. Dobbiamo muoverci compatti e uniti o per tutti potrebbero arrivare tempi molto amari».

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Affetto

«Agli anziani dico di farsi forti - conclude il suo accorato appello il sindaco - dell’affetto dei propri cari, dei servizi che eroga il comune, del lavoro che è attivo e si attiverà a cura della nostra rete di volontariato, ma state a casa più possibile, tutti i nostri sforzi sono rivolti soprattutto a voi, proteggetevi. La resistenza della nostra comunità oggi, la nostra caparbietà, sconfiggerà il virus e ci ridarà la normalità, ma dobbiamo capirlo tutti senza eccezioni, in questa lotta siamo tutti nella stessa barca, è una sfida che non ammette defezioni o personalismi. 

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