Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica Monselice

Da Giorgia a Giorgia, i voti "migrati" da Fratelli d'Italia alla Lega piglia tutto

La sindaca di Monselice, Giorgia Bedin: «In Veneto siamo ancora il partito guida sia nella regione che a maggior ragione, nella coalizione di centro destra»

Da Giorgia a Giorgia, per molti è stato un attimo, il 10 di giugno. E' bastato cambiare scheda. Giochi di parole a parte, che Giorgia Bedin, ottenendo il maggior numero di preferenze con il 54,33% dei voti, sia stata confermata alla guida del Municipio di Monselice, non è certo più una notizia. Neppure il fatto che si è imposta su Luca Callegaro, segretario provinciale di Forza Italia - Ppe e fortemente sostenuto da FdI che ha raccolto il 45,67% dei voti. Ma il dato interessante, ora che sono passati i giorni caldi delle votazioni, ed è il tempo delle valutazioni, è quelli di pesare i voti passati da una parte all'altra nel turno precedente. 

E' quanto accaduto due settimane prima che ci dice quanto il voto di questo comune sia stato importante per gli equilibri regionali del centrodestra. Di certo in provincia di Padova è la vittoria più significativa della Lega. Domenica 10 giugno, in concomitanza si andava alle urne anche per le Europee oltre che per il primo turno delle comunali. E quel giorno alle Europee, Giorgia Meloni ha raccolto il 35,8 dei voti nel Comune di Monselice. Ma FdI alle comunali perde, in quella stessa urna, il 21% dei consensi. Solo il 13,9% di quegli stessi elettori, quel giorno, mette lo stesso simbolo, quello di FdI, sia sulla scheda delle Europee che su quella delle comunali. Da Giorgia, Meloni, a Giorgia, Bedin, è stato davvero un attimo. 

«Credo che la Lega sia in grado di intercettare anche voti non suoi, perché siamo amministratori capaci, presenti e a disposizione delle persone. I numeri dicono questo, una conferma coerente rispetto a quello che si vede e si vive nei territori», ci dice con tono ecumenico la sindaca di Monselice. Per questo insistiamo, perché la partita a Monselice, non ce ne vogliano i residenti, riguardava anche altre questioni, tipo gli equilibri sia interni alla Lega che della coalizione tutta. «E' chiaro che era una sfida fino dal principio, sono stata la prima lanciata come candidata della Lega e delle civiche. Certo che avevo una responsabilità sulle spale, la avvertivo e penso sia anche giusto. Avevo l'obiettivo di vincere per Monselice prima di tutto ma la fiducia che ha riposto in me il partito candidandomi rischiando di correre contro tutti i partiti andava ripagata. Poi il nostro è un comune grande, chiaro che l'attenzione fosse maggiore. Ma chi mi ha aiutato in questa campagna elettorale, tutta la squadra, è stata perfetta. Anche durante la formazione delle lista sentivo tanta vicinanza da parte dei cittadini che hanno dimostrato di aver apprezzato il lavoro di questi anni», ci dice convinta. «E' chiaro che c'è chi non mi ha votato, ma sarò ugualmente la sindaca di tutti». 

Cerchiamo di capire come saranno i rapporti con quelli che comunque sono gli alleati storici della Lega. La prendiamo un larga, chiedendole cosa succede ora: «Adesso succede che inizia il futuro. E' lo slogan che meglio ci rappresenta. Da adesso esiste solo quello, il futuro di Monselice. Con tanti, tantissimi giovani al nostro fianco. E' importante comprendere le difficoltà e le soddisfazioni che comporta governare una città. Questo è l'obiettivo, formare questi giovani che hanno scelto di partecipare alla vita politica, che non sono magari così tanti ma possono essere proprio loro ad avvicinarne altri. Sembra una frase che si dice così, ma si deve ragionare pensando al domani. Io stessa mica farò per sempre il sindaco di Monselice, bisogna prepararli certi passaggi». Il futuro anche della Lega: «La Lega ha sempre guardato al futuro, perchè sa vivere il presente», scherza ma non troppo, Bedin. 

Andiamo più diretti sui rapporti con gli alleati, guardando però alla situazione di Monselice. La campagna elettorale è stata a tratti violenta, non si può negare. Una cosa che non prende sottogamba come già aveva avuto di dire. «Sono degli stalker. Io l'ho già dichiarato. «Si inventano cose che io non so proprio come gli vengano in mente. Sono riusciti a inventarsi cose sulle mie figlie che davvero non c'entrano nulla con la realtà, non solo con la vita politica. Ma di cose strane ne sono accadute e continuano a succedere, che travalicano davvero il limite della decenza». La cosa non la lascia indifferente, si capisce dal tono che usa mentre ne parla. «Come ho detto io sono il sindaco di tutti. Collaborerò e ascolterò tutti, cercando di riportare serenità anche nei rapporti personali. Però... però - ci dice mostrandoci il suo telefono - io ho sempre risposto a tutti e continuerò a farlo, a parte con chi non ha avuto rispetto e non si è domandato se ci fossero o meno dei limiti che non si possono oltrepassare. Io in Municipio li riceverò come faccio con tutti, ma la mia disponibilità la da a chi ha rispetto, anche se non si è d'accordo su qualcosa. Ma gli attacchi personali su cose inventate, foto delle mie figlie e altre cose indicibili che non sono assolutamente tollerabili. Sono le persone che fanno le campagne elettorali e sono quelle stesse persone che scelgono come farla». E' la poliica che in questi anni ha evidentemente passato i limiti, nel linguaggio di certo. «Su questo andrebbe fatta una riflessione, ma non credo avverrà». Rimane che i rapporti con la parte sconfitta, non sembrano così buoni, per dirla eufemisticamente. «Io aspetto delle scuse, si intende», ci dice chiudendo l'argomento. 

Cambia espressione quando torna a parlare di politica. «Si può lavorare bene insieme anche con chi fa parte di altri gruppi consiliari. Non credo poi che mi terrò tante deleghe, anzi. Coinvolgere il più possibile ora lo posso fare dopo cinque anni in cui, soprattutto all'inizio, dovevo per forza imparare». A proposito di questo ci dice: «I giovani hanno avuto una educazione che li porta ad essere più attenti degli adulti rispetto ai temi legati all'ambiente. Non parlo solo della cementeria a Monselice, oramai tutti sappiamo quanto sia importante questo aspetto». Le chiediamo della cementeria. «Il 2029 è quella fissata come scadenza dell'Aia, ma non compete al comune rinnovarla, ma alla Provincia. Se saremo in grado di creare un percorso che permetta da una parte di andare verso la dismissione e parallelamente riconvertire questi lavoratori ad altri aziende. Non c'è solo la cementeria a Monselice, c'è una vasta area produttiva e in più sono tutti alla ricerca di lavoratori. Quindi se c'è la volontà, noi siamo qui per agevolare questo passaggio». C'è una piacevole scadenza alle porte. « A dicembre comincia il Giubileo e Monselice è città giubilare. Stiamo cercando finanziamenti per recuperare l'ostello, che fu costruito nel 2000 per il precedente Giubileo. Hanno aperto da inizio anno 5 nuove strutture ricettive per accogliere chi viene qui. Ci sono relazioni costruite in questi anni, anche con gli altri sindaci, che vanno alimentate per far crescere il territorio, non solo Monselice. Con loro ho buoni rapporti a prescindere dall'area politica. Bisogna creare rete tra i territori e i comuni»

Si torna quindi da dove siamo partiti. Che non è il voto al ballottaggio, ma quanto avvenuto due settimane prima, nel suo comune, la domenica in cui si votava per il sindaco e per le Europee. Torniamo a chiederle come lo interpreta, questo passaggio da Giorgia a Giorgia. «Questi risultati ci dicono che la Lega, in Veneto, comunque la si pensi e da dovunque la si guardi, inteso come collocamento politico, è ancora il partito guida. Anch'io uso un gioco di parole - ci dice con tono scherzoso come chi ha apprezzato la battuta - e dico che la Lega lo è sia nella regione che, a maggior ragione, nella coalizione di centro destra». E tanti saluti alla diplomazia. 

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