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Effetto Giulia, passa all'unanimità la mozione sui femminicidi. Soranzo: «Va cambiato anche il linguaggio»

Il segnale che arriva dalla Regione è chiaro. Oltre al centro sinistra tra i proponenti FdI che fa leva sulle dimensioni del fenomeno, sposando i dati di Istat e del Ministero, smentendo indirettamente chi aveva parlato solo di 40 vittime dopo le dichiarazioni del prefetto di Padova, Francesco Messina

Nel giorno dei suoi funerali, martedì 5 dicembre, in Consiglio Regionale del Veneto è stata votata una risoluzione unanime che impegna l’istituzione ad assumere un impegno deciso per rafforzare le azioni contro la violenza e la discriminazione di genere, in risposta all'urgente necessità evidenziata proprio dalla tragica vicenda dell'omicidio di Giulia Cecchettin. La seduta, previsa alle 10 e 30, è slitattata alle 14 proprio per rispettare il lutto regionale deciso in segno di vicinanza alla famiglia della giovane vittima.

Una seduta e un voto che rischiano di essere oscurati dalla performance di Stefano Valdegamberi, che deciso a non perdere il suo elettorato che a ragion veduta e con sollievo possiamo dire che rappresenta fortunatamente una grande minoranza dei veneti, è riuscito nel giorno dei funerali di Giulia Cecchettin a offenderne la memoria mentre l'Italia la stava accompagnando alla sepoltura. Noncurante di offendere milioni di persone oltre che naturalmente la famiglia della ragazza, le comunità di Vigonovo e Saonara, le istituzioni che hanno deciso per il lutto regionale e tutto ciò che ne è conseguito, si è lanciato in affermazioni che in un'altra occasione e in un altro contesto definiremmo spericolate. In questo caso lasciamo decidere al lettore che aggettivo usare rispetto ai "concetti" espressi dal consigliere regionale: «Temo che l'obiettivo sia quello di enfatizzare questo caso, senza dubbio gravissimo, strumentalizzarlo e far approvare qualche legge assurda come l'educazione sessuale nelle scuole, dimenticandoci che il problema è un altro. È tutto strano in questa vicenda e soprattutto come viene strumentalizzata mediaticamente e politicamente. Ci sono 200 uomini all'anno, separati, che per miseria, umiliazioni e per disperazione si tolgono la vita ma nessuno ne parla. La violenza ha diverse forme e non esiste l’uomo cattivo e la donna buona o viceversa. Questa è una pericolosa ideologia. E se dici qualcosa di diverso come faccio subito ti attaccano e ti mettono alla gogna. Serve una riflessione più ampia. L’educazione si fa a casa, alla scuola spetta la formazione. L’annullamento della meritocrazia nella scuola, la mancanza di rispetto verso gli insegnanti, i ricorsi al Tar perché bocciano tuo figlio, contribuiscono a creare giovani incapaci di accettare la sconfitta nella vita». Tutti i consiglieri regionali hanno reagito a queste parole tanto da portare a uno scontro molto acceso con il collega di Valdegamberi, il leghista Alberto Villanova. Al consigliere regionale veronese, che poche ore dopo era ovviamente ospite a "La Zanzara" su Radio24 dove ha dato il peggio di sé, non sono stati solo gli esponenti del centro sinistra a dargli addosso, ma critiche feroci gli sono arrivate anche dal centro destra. Proprio nel programma radiofonico dove non è una novità sentire deliri di ogni genere, ha fatto comunque specie sentire un eletto nella lista del Presidente, anche se oggi milita nel gruppo misto, usare certi toni nei confronti di Zaia.

Tornando alle cose serie, il consiglio regonale è cominciato con la Risoluzione unitaria, presentata dai consiglieri Soranzo, Polato, Razzolini, Pavanetto e Formaggio (FdI), Venturini (FI), Camani (Pd), Villanova e Pan (Lega- LV), e altri, integrata dalla consigliera Ostanel (VcV). Se del centro sinistra abbiamo detto, è interessante notare come il vice presidente del gruppo consiliare e primo firmatario della risoluzione, Enoch Soranzo, ha espresso profonda preoccupazione riguardo al costante aumento dei femminicidi, sottolineando la necessità di un approccio più incisivo per affrontare questa grave problematica sociale. «La perdita di Giulia è una ferita profonda per la nostra comunità. Oggi, con questa risoluzione, vogliamo trasmettere un messaggio forte e chiaro: la violenza contro le donne e ogni forma di discriminazione di genere vanno sempre condannate. Esprimendo la vicinanza alla famiglia di Giulia Cecchettin e di tutte le vittime di violenza, c’impegnamo a promuovere una cultura pienamente paritaria, auspicando la piena sinergia con  le famiglie, anche e soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati all’educazione e all’affettivita’, e con le scuole, attraverso la realizzazione di progetti di educazione relazionale».

Altresì interessante notare come, sulla polemica riguardo ai dati dei femminicidi, è successo anche questo negli ultimi 10 giorni, che Fratelli d'Italia in Regione prenda una posizione netta e sposi i dati di Istat e del Ministero. «Secondo i dati, gli omicidi di donne da parte di uomini legati a loro sono stati 60 nel Veneto dal 1999 al 2023, con una crescita costante negli anni. La situazione nazionale registra statistiche altrettanto preoccupanti, con 123 donne uccise nel 2017, secondo l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questi numeri rivelano la gravità del problema, che ha raggiunto proporzioni allarmanti nel primo periodo del 2021, con 178 omicidi totali, di cui 74 donne uccise in contesti familiari o affettivi, e che nel 2023 alla vigilia di Natale ha già raggiunto le 107 vittime. L'ultimo report del Viminale, che ogni settimana monitora i reati di violenza di genere, rivela in particolare che dei 285 omicidi registrati dal 1° gennaio al 12 novembre, 102 hanno come vittima una donna. Di queste, 82 hanno trovato la morte in ambito familiare o affettivo e 53, più della metà, sono state uccise per mano del compagno, del marito o dell'ex partner». Il dato delle 40 vittime fornito proprio dal Prefetto di Padova, Francesco Messina, sposato da osservatori conservatori e da diversi politici proprio dell'area politica di Soranzo, non viene invece neppure preso in considerazione. E non certo per creare polemica, ma evidentemente per convinzione. Non minimizzare su questo argomento delicatissimo è invece la posizione del gruppo consiliare di FdI: «Non possiamo ignorare la realtà dei femminicidi -  chiosa Soranzo - né restare indifferenti di fronte alle cifre che ci mostrano la gravità del problema. Vogliamo impegnarci come istituzione, con azioni concrete, a rafforzare le iniziative per contrastare la violenza di genere in tutte le sue forme, e per questo abbiamo istituito un premio a favore di studenti universitari, in memoria di Giulia, che presentino una tesi di laurea sui temi del contrasto alla violenza sulle donne. È senza dubbio necessaria inoltre una giustizia più severa per i femminicidi; l'Italia dovrà affrontare il fenomeno con determinazione e impegno, lavorando per creare un ambiente in cui le donne possano vivere libere dalla paura e dalla violenza. È indispensabile anche sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sul tema del contrasto e della prevenzione della violenza di genere e di ogni altra forma di discriminazione nei confronti delle donne, educando alla parità e al rispetto, con l'esempio oltre che con le parole, contrastando gli stereotipi di genere e cambiando il linguaggio e le abitudini di una società che si fonda ancora sul predominio maschile». 

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