I Giuristi Democratici e il "Bella Ciao" alla sindaca di Este, Roberta Gallana

I Giuristi Democratici “Giorgio Ambrosoli” di Padova hanno, con una nota, espresso preoccupazione e sdegno per quanto accaduto durante alcune celebrazioni del 25 aprile per via del comportamento di alcuni sindaci

I Giuristi Democratici durante una iniziativa in tribunale a sostegno dei colleghi turchi imprigionati

I Giuristi Democratici “Giorgio Ambrosoli” di Padova hanno, con una nota, preoccupazione e sdegno per quanto accaduto durante alcune celebrazioni del 25 aprile per via del comportamento di alcuni sindaci. Il caso più eclatante, come abbiamo riportato, è accaduto ad Este. Mentre veniva intonata la canzone «Bella ciao» la prima cittadina, Roberta Gallana,  si è tolta la fascia tricolore duraante la commemorazione pubblica. Ecco alcuni passaggi della nota diffusa dai Giuristi Democratici. Pur senza mai nominarla, è chiaro il riferimento alla sindaca di Este.

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I Giuristi Democratici e Bella Ciao

«Il 25 aprile 2019, alcuni rappresentanti politici per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali (Sindaci) si sono sentiti autorizzati a stravolgere la coscienza della festa dandone una versione edulcorata che possa essere politicamente digerita dalle nuove destre, nere o gialloverdi che siano. E pian pianino, complice la pigrizia generale, la memoria che tende a sbiadire, gli anni che passano, si adombra il 25 Aprile. Il 25 Aprile è una data di libertà e di coraggio, di verità e di responsabilità, di ostinato ricordo e di ringraziamento, di monito ai pericoli mai sopiti e di rinnovate promesse alle generazioni future. E’ una data di inizio, di pace e non solo un traguardo. Il 25 Aprile non può ridursi ad un simulacro di omaggio a statue invecchiate o a farse in cui i Sindaci si limitano a frasi di circostanza, magari per mera esibizione, tradendo dati storici inconfutabili e omettendo parole di condanna nel rispetto della Storia. Vietare i canti che hanno accompagnato quei giorni di vera liberazione, come "Bella ciao" e sdegnosamente rifiutarsi di ascoltarla, è un chiaro segno di faziosità politica e di strumentalizzazione della cerimonia della memoria storica del giorno in cui l’Italia si é liberata del ventennio di dittatura fascista».

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