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I sindacati degli inquilini mobilitati contro gli sfratti

«Sicet, Sunia e Unione Inquilini di Padova - fanno sapere attraverso una nota -  chiederanno pertanto un incontro con il prefetto Renato Franceschelli per uno scambio di informazioni sulla situazione reale in merito all’emergenza abitativa»

La sospensione delle esecuzioni dei provvedimenti di sfratto per morosità di canoni e mutui, inizialmente prevista fino al 31 dicembre scorso e poi prorogata fino al prossimo 30 giugno dal cosiddetto Decreto Milleproroghe, ha permesso a centinaia di famiglie padovane di fronteggiare la situazione anche in condizioni di contrazione del reddito e di problemi occupazionali.

Sindacati

I sindacati degli inquilini di Padova – Sicet, Sunia e Unione Inquilini – mobilitati per arginare gli sfratti anche dopo lo scadere del decreto, chiedono che in sede di conversione in legge la moratoria sia ampliata a tutte le categorie di sfratto e per il tempo necessario ad uscire dall’attuale crisi, per evitare un ulteriore aumento dei cittadini in condizioni di emergenza abitativa. «Si calcola - dichiarano i rappresentanti di Sicet, Sunia e Unione Inquilini di Padova - che nella sola città di Padova i senza tetto nel 2019 fossero oltre 500 e che il loro numero sia in continua, inesorabile ascesa. L’iniziativa contro gli sfratti si inserisce in quella promossa a livello nazionale dai sindacati degli inquilini che martedì prossimo, 16 febbraio, terranno un presidio in piazza Montecitorio, a Roma. Se la sospensione delle esecuzioni di sfratto non sarà prorogata o trasformata in legge, rischia di venire meno il rispetto dei diritti alla casa e alla salute sanciti dalla Costituzione italiana, due diritti fondamentali strettamente collegati tra loro, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria».

Prefetto

«Sicet, Sunia e Unione Inquilini di Padova - fanno sapere attraverso una nota -  chiederanno pertanto un incontro con il prefetto Renato Franceschelli per uno scambio di informazioni sulla situazione reale in merito all’emergenza abitativa, quindi con le istituzioni locali, per valutare e definire i possibili provvedimenti e iniziative atte ad affrontare il problema alla sua origine e a prevenire gli sfratti per morosità o per altre cause. Adesso servono misure volte a tutelare la salute di persone e famiglie grazie al mantenimento dell'alloggio in locazione, come la rinegoziazione e la riduzione dei canoni e l’integrazione dei canoni ai proprietari, e con l’utilizzo di tutte quelle strutture e abitazioni pubbliche o private disponibili e non utilizzate, anche azionando provvedimenti contingibili e urgenti. La proroga degli sfratti serve da ponte a soluzioni strutturali, in particolare un forte sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica senza consumo di suolo, cominciando dall’utilizzo dei fondi nazionali a cui sta concorrendo il Comune di Padova, e con quelli che devono provenire dal Recovery Plan che sarà presentato dall’Italia all’Unione Europea».
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