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Il Consiglio dei Ministri dice "no" al corso di laurea di medicina di Unipd a Treviso

Il CdM ha impugnato la legge regionale che istituisce un corso di laurea completo in medicina e chirurgia a Treviso. Zaia: «Fulmine a ciel sereno, siamo pronti a ricorrere e a difenderci in tutte le sedi»

«È arrivato come un fulmine a ciel sereno. Sarebbe stato meglio, da parte del Governo, usare il buon senso perché in questo caso non stiamo parlando di chissà quale strana operazione, ma della gemmazione di una facoltà, di un corso di laurea in medicina e chirurgia a Treviso, una sede che ha già otto cliniche universitarie, i primi anni di insegnamento, e che con questa legge completa un ciclo virtuoso iniziato molti anni fa»: così Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto, commenta l’impugnativa, decisa oggi dal Consiglio dei Ministri, della legge regionale che istituisce un corso di laurea completo in medicina e chirurgia a Treviso, in pieno accordo con l’Università di Padova.

Impugnativa

Afferma Zaia: «Tutto è stato portato avanti e definito in totale collaborazione con l’Università e il Rettore Rizzuto e con la sua prestigiosa Scuola di Medicina presieduta dal professor Merigliano. Un’operazione, tra l’altro, in linea perfetta con l’importanza di rafforzare la formazione in sanità, emersa con tanta evidenza nel corso dell’emergenza Covid-19. Ho appreso con stupore che l’impugnativa è stata chiesta dai Ministeri della Salute e dell’Economia. Ne ho immediatamente parlato con il Ministro per gli Affari Regionali Boccia e mi auguro che ci sia la possibilità di sedersi a un tavolo per evitare il prosieguo dell’impugnativa. Se così non fosse ricorreremo in tutte le sedi appropriate per difendere e affermare le nostre buone ragioni».

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