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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Commissione d'inchiesta Covid, Lorenzoni accusa Zaia ma poi l'opposizione non vota

Oggi 21 marzo la discussione della relazione finale sull'andamento in Veneto dei contagi e dei decessi da coronavirus

«Ci saremmo aspettati che il presidente Zaia prendesse parte alla seduta odierna del Consiglio. Sarebbe stato un segnale di rispetto nei confronti delle migliaia di veneti che hanno perso un loro caro, in particolare durante la seconda ondata». Così il Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, in occasione della discussione della relazione finale della Commissione speciale d'inchiesta sull'andamento in Veneto dei contagi e dei decessi da Covid

Lorenzoni

«Personalmente, oggi provo un senso di smarrimento - ha precisato Lorenzoni – .L’amministrazione regionale non ha portato quelle risposte che i cittadini attendevano. Una questione, su tutte: il Veneto ha registrato un eccesso di mortalità impressionante rispetto al resto d’Italia tra il novembre del 2020 e il gennaio del 2021: perché? tra febbraio e maggio 2020, ovvero nella prima ondata, il Veneto si è difeso meglio del resto del Paese. Se è vero che risulta difficile fornire delle risposte perentorie in merito alla differenza di incidenza tra il Veneto e l’Italia tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, vi sono comunque delle scelte che restano, ahinoi, da chiarire. Ad esempio, come mai nell’ottobre del 2020 i dati relativi ai sintomatici in Veneto erano così diversi dai dati nazionali? Si riveda, a tale riguardo, la conferenza stampa del presidente Zaia del 13 ottobre 2020. Allora dichiarò testualmente: “Il 97% degli attuali positivi è asintomatico, ma non si può giocare con la roulette russa”. Il dato ministeriale dell’epoca, relativo agli asintomatici, invece, era inferiore al 75%. Da dove deriva tale notevole discrepanza? Queste e tante altre questioni dirimenti sono rimaste inevase. In linea generale, la strategia della Giunta messa in campo per combattere il covid è passata più attraverso le conferenze stampa di Zaia che da atti ufficiali. Nella conferenza stampa del 16 novembre 2020 il dottor Rigoli in sostegno a quanto affermato dal presidente Zaia affermò: “Stiamo lavorando per la tracciabilità e l'affidabilità e sensibilità del test è notevole, abbiamo già fatto una serie di test e ribadisco che abbiamo testato 3.486 soggetti in doppio con la molecolare e abbiamo "perso" solo due positivi, entrambi con carica molto bassa. Sui negativi abbiamo avuto 22 falsi positivi. Con questi dati registriamo una specificità del 99 per cento” – Mi attendevo l’evidenza di tali dati, che invece non è arrivata. Avrebbe legittimato le scelte della Giunta. E invece ancora a oltre due anni di distanza quello studio rimane sconosciuto. In questo senso l’esito della relazione di maggioranza è deludente. Dare evidenza delle affermazioni fatte in quelle conferenze stampa era dovuto ai veneti. E invece non arriva nessuna risposta. Così, tutti questi quesiti sembrano destinati a rimanere senza risposte precise e puntuali, cioè corroborate dall’evidenza scientifica».

Lega

«Il mancato voto delle opposizioni in aula è la degna conclusione di questi quasi due anni di accuse, minacce e strumentalizzazioni. Poco coraggio nelle loro convinzioni». Così il presidente dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta, Alberto Villanova, stigmatizza l’astensionismo in aula da parte delle opposizioni al momento del voto finale in aula. «In questi quasi due anni, in cui cercavamo di lavorare per i Veneti, le  minoranze ci hanno attaccato pesantemente con le loro accuse. Anche oggi in aula hanno ribadito come uno spauracchio l’intento di inviare gli atti alla Magistratura, azione sulla quale fin da subito siamo stati d’accordo. La loro relazione è costellata di insinuazioni sull’operato dell’amministrazione regionale, per questo li ho invitati a sporgere denuncia, sulla forza delle loro convinzioni. Convinzioni che però hanno vacillato al momento di votare. E’ criptico quanto avvenuto in aula, ma rispecchia anche quanto accaduto durante l’emergenza sanitaria: abbiamo lavorato a testa bassa per uscire dall’emergenza, mentre chi restava alla finestra criticava senza scendere in campo».

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