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Gli infermieri e la poltica: «Non vogliamo piazze ma diritti. Non siamo eroi ma lavoratori»

«Poiché questa professionalità non ci viene ancora degnamente riconosciuta in termini contrattuali, oltre a questo impattante riconoscimento di circostanza vogliamo avere concretezza», spiega il rappresentante del Movimento Nazionale Infermieri

In quanto membro referente per Padova del Movimento Nazionale Infermieri interviene sulle recenti iniziative locali di dedicare alcune piazze agli "Eroi della sanità". Gli infermieri si stanno mobilitando da diverse settimane per ottenere una serie di miglioramenti. «Poiché questa professionalità non ci viene ancora degnamente riconosciuta in termini contrattuali, oltre a questo impattante riconoscimento di circostanza vogliamo avere concretezza», commenta Fabio Burloni, referente per la zona di Padova del Movimento Nazionale Infermieri.

Lavoro

«Mi riferisco, come voi saprete alle proposte nei comuni di Agna, già deliberata, e Padova, mozione depositata da una consigliera comunale.
Io parlo a nome e per conto del Movimento Nazionale Infermieri e quindi solo per gli Infermieri - spiega Fabio Burloni - Siamo molto lusingati e ringraziamo molto le autorità di questi comuni per il pensiero rivolto agli operatori della sanità, e quindi anche a noi infermieri. Ci teniamo però a ribadire che noi non ci sentiamo eroi e mai ci sentiremo come tali. Facciamo solo il nostro lavoro con amore, dedizione e professionalità».

Diritti

Burloni spiega:«Sarebbe piuttosto molto apprezzato un prezioso sostegno politico in merito ai punti per i quali ci battiamo, che qui di seguito ribadisco: l'uscita dal Comparto e stipula del primo contratto esclusivo per l'Infermiere il quale inevitabilmente comprende altri fondamentali punti chiave come il superamento del vincolo di esclusività, lìdeguamento dei salari e delle indennità, il riconoscimento delle competenze specialistiche, la valorizzazione dei percorsi di studi post laurea intrapresi con conseguente lotta al demansionamento, come avviene già in molti Paesi dell'Europa». Ma non c'è solo questo: «E' indispensabile l'adeguamento delle dotazioni organiche attraverso lo corrimento delle graduatorie in essere». Molti di loro poi non hanno veri e propri contratti: «Abbattimento del precariatoe agevolazione delle mobilità sono altre condizioni alle quali è tempo di porre rimedio. Infine ci vuole l'equiparazione dei diritti dell'Infermiere dipendente di Pubblica Azienda con l’infermiere dipendente da ente privato». 

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