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Innocenti: «I nostri asparagi come il radicchio trevigiano. Bisogna saper vendere il marchio»

La guerra in Ucraina ha mostrato ancora una volta i limiti del sistema economico globale in cui siamo inseriti. Ci troviamo ora in Italia con la prospettiva di scarsità di grano, nonostante la terra fertile da coltivare. Il candidato sindaco di TornaPadova lancia qualche proposta sul tema

La guerra in Ucraina, con la crisi delle materie prime che ha generato, ha mostrato ancora una volta i limiti del sistema economico globale in cui siamo inseriti. Ci troviamo ora in Italia con la prospettiva di scarsità di grano, il che è paradossale, in un territorio come il nostro, privo magari di petrolio e altre risorse energetiche, ma ricco di terra fertile da coltivare. Il candidato sindaco di TornaPadova, Lorenzo Innocenti, lancia qualche proposta sul tema, a livello locale.

Ucraina

«Il dl Ucraina emanato dal governo ha da poco destinato 195 milioni di euro all’agricoltura nazionale, in fase di enorme sofferenza - spiega Innocenti - .La guerra ha aggravato una situazione che però era già emergenziale. Il problema è che fare agricoltura in Italia non conviene più e così ci troviamo con sempre più prodotti importati, da aree extra UE, ma anche da altri Paesi europei che adottano politiche diverse in materia (ad esempio la Spagna). E poi tantissimi terreni lasciati incolti, in attesa di diventare edificabili e andare ad aumentare un consumo di suolo che già è altissimo: il 50% della città di Padova è cementificato, per dire».

Imprese agricole e gli asparagi

«Quello che con TornaPadova abbiamo intenzione e ambizione di fare è provare a invertire questa tendenza. Coltivare la terra deve tornare a essere conveniente per chi ha un’impresa agricola o la vorrebbe installare - prosegue il candidato sindaco - .E non solo nei comparti già più redditizi, come il vino. Ma anche quelli che hanno potenziale, ma bisogno di una spinta, un sostegno iniziale da parte del pubblico. Penso agli asparagi: sono un prodotto richiestissimo e di grande livello, che di sicuro non ha niente a che invidiare al radicchio trevigiano, che attorno a sé ha creato tutta una narrazione che alimenta sia il settore turistico che quello gastronomico. Padova è terra di asparagi e potremmo incentivarne la produzione, facendone un marchio del nostro territorio, attraverso incentivi fiscali alle imprese interessate: basterebbe ridurre o eliminare per un periodo imposte comunali come Imu e Tari. E ancora attraverso eventi che mettano in rete imprese, ristoranti, bar, musei, Fiera… Sarebbe l’avvio di un filone Made in Padova che potrebbe poi coinvolgere il vino e l’olio dei Colli Euganei e altre eccellenze del nostro territorio. Collaborazione pubblico-privato, sinergia fra territori e capacità di comunicarsi: sono queste le chiavi del successo oggi».

Terreni

«Altra cosa - chiude il candidato sindaco di 'TornaPadova - vista l’importanza di un ritorno al ruralismo, specie per quanto riguarda i giovani, il Comune potrebbe mettere in rete i terreni attualmente incolti di sua proprietà, rilevando poi quelli limitrofi, ora in mano ai privati, creando un’area agricola sufficientemente ampia da poter essere sfruttata sia in ottica di orti urbani, sia da imprese giovani, di under 35 che abbiano idee particolarmente innovative. Per l’assegnazione di questa rete di terreni potrebbe essere indetto un bando. E nel tempo il Comune potrebbe procedere progressivamente all’ampliamento dell’area messa a rete, reinvestendo i canoni di locazione ricevuti e una piccola parte dei profitti (l’1% annuo, solo a partire dal quinto anno) delle imprese con finalità di lucro lì installate».

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